Il maestro Puccini rivive sulle sponde del Lago. Ecco il 64° festival estivo, vera magia d’estate

Il maestro Puccini rivive sulle sponde del Lago. Ecco il 64° festival estivo, vera magia d’estate
12 Luglio Lug 2018 8 giorni fa

A Torre del Lago per la “prima” di Turandot del Festival Puccini con la regia di Alfonso Signorini e sotto la direzione di Alberto Veronesi i ballerini del corpo di ballo di Amici. Pop, opera e tv, un connubio che si terrà a battesimo sabato 14 luglio nel Gran Teatro all’aperto

Il cartellone del 64° Festival Puccini di Torre del Lago contempla quasi l’intera parabola artistica di Giacomo Puccini: la Messa Di Gloria, suo esordio nella composizione, proposta come “saggio di brevetto” all'istituto musicale “Pacini”; il suo primo successo Manon Lescaut, le opere che lo videro trionfare in tutto il mondo La Bohème, Tosca, Madama Butterfly, Il Trittico di cui ricorre nel 2018 il centenario della prima rappresentazione, fino al suo capolavoro incompiuto Turandot.L’apertura del Festival è stata affidata ad Andrea Bocelli il 6 luglio nell’interpretazione della Messa di Gloria di Giacomo Puccini e di un programma di arie pucciniane. Sul podio il maestroCarlo Bernini. Bocelli è tornato dunque a Torre del Lago per interpretare i capolavori del Maestro proprio di fronte alla Casa dove visse per 30 anni. Della Messa dice: «Amo particolarmente questa partitura, sorta di ibrido che mescola la severità della scrittura accademica e devozionale con modelli espressivi melodrammatici. Un lavoro in bilico tra la liturgia cristiana e le tavole di una ribalta teatrale... In nuce, all’interno di una architettura solenne e di una evidente perizia contrappuntistica, traspare la poetica del “Puccini che sarà”: la sua sensualità, la plasticità delle immagini che suggerisce, i chiaroscuri giocati sul contrasto dei caratteri. Puccini, poco più che ventenne, nella sua “Messa di Gloria” dimostra di saper già come trattare le voci. Forse la sua inesperienza può rendere talvolta più ardui alcuni passi. La sua scrittura è complessa e presenta varie insidie. “Gratias agimus tibi” è forse lo scoglio più complesso per la voce tenorile, ed è anche tra i momenti più emozionanti dell’intera composizione”.L’incompiuta pucciniana Turandot tra i titoli d’opera più amati dal pubblico di tutto il mondo, sarà in scena nella ripresa dell’allestimento che nel 2017 ha segnato l’esordio alla regia del giornalista, scrittore Alfonso Signorini. Le scene portano la firma di Carla Tolomeo artista eclettica la cui storia artistica si svolge tra ricerche e intuizioni geniali che le hanno consentito di spaziare tra pittura, scultura e scrittura. Nel segno della modernità anche i costumi firmati dallo stilista italiano Fausto Puglisi, (con Leila Fteita) brand di riferimento di celebri pop-star tra cui Madonna. Alfonso Signorini scrittore, giornalista, conduttore televisivo, direttore del settimanale Chi dichiara: «Questa Turandot è una fiaba, come voleva Puccini, con la mia regia ho voluto evidenziare che dentro quella cornice fiabesca si consumano inquietudini e drammi a tinte livide, attualissimi e senza tempo». La piccola schiava Liù, vittima sacrificale della relazione tra Calaf e Turandot, nel ritratto di Signorini diventa una figura centrale dell’opera, ovvero quel raggio di sole in mezzo a tanta crudeltà che merita esaltare; un personaggio centrale tanto da guadagnarsi alla fine dell’opera un omaggio di Turandot e di Calaf. Sul podio, nella prima rappresentazione il 14 luglio che è anche la data inaugurale della stagione il Maestro Alberto Veronesi, considerato uno specialista della partitura pucciniana e che del Festival di Torre del Lago è anche Presidente. Per la “prima” di Turandot i ballerini del corpo di ballo di Amici di Maria De Filippi: Giulia Pauselli, Federica Panzeri, Elena D’Amario, Sebastian Melo Taveira, Marcello Sacchetta.Il nuovo allestimento di Tosca, al debutto assoluto domenica 15 luglio porta la firma di Giancarlo del Monaco uno dei più importanti registi della sua generazione, figlio d'arte, del grande tenore Mario del Monaco. Il suo debutto alla regia nel lontano 1965 al Teatro Greco di Siracusa in Samson et Dalila con Mario Del Monaco sul palco. La prima volta in riva al Lago il dramma di Butterfly fu rappresentato nel 1931 e vedeva protagonista Rosetta Pampanini, da allora, la tragedia giapponese musicata da Puccini, ha visto numerose altre interpretazioni che dal punto di vista visivo hanno cercato di figurare quel Giappone che Puccini, purtroppo, aveva solo immaginato. Nel 2000 a Torre del Lago è stato il celebre scultore Kan Yasuda a proporre una nuova ed originale scenografia “modellando” nel marmo gli spazi e gli ambienti di Cio cio san. Simboli evocativi del Giappone, carichi di significato, quali Ishinki (Sasso), Shosei (Piccolo spazio infinito) e la porta divisa in due posta al centro del palcoscenico, Tensei (Passaggio) e Tenmoku (Ombra e Vuoto). Un allestimento di grande successo e rappresentato dal 2000 ad oggi, con straordinari consensi anche in Germania, Corea, Stati Uniti, Giappone oltre che al Festival Puccini di Torre del Lago e a Pisa e Ferrara e con la regia di Vivien Hewitt e i costumi di Regina Schrecker. 15 riprese in 18 anni dal suo debutto al Festival Puccini di Torre del Lago e applaudita da oltre 120.000 spettatori oltre che a Torre del Lago.A Torre del Lago, nel teatro adiacente alla dimora dove il Maestro mise in musica la triste storia di Mimì e Rodolfo, l’opera andrà in scena in un nuovo allestimento con la regia di Alfonso Signorini che così la descrive «Con questa Bohème rendo un omaggio all’ Impressionismo francese che coincide con il periodo di ambientazione della Bohème di Murger e di Puccini, prima metà dell’Ottocento. Attingo a piene mani in questa epoca con un excursus da Renoir a Manet a Toulouse-Lautrec, quindi anche con una zampata nel periodo finale di questa fase felicissima della storia dell’arte. Grazie alla collaborazione con Leila Fteita, scenografa e costumista mi ispiro all’Impressionismo con citazioni dirette».Signorini, vera star di questa stagione, considera questa nuova sfida una vera e propria missione: «Quando il Maestro Veronesi mi ha proposto di fare una regia d’opera, io da melomane convinto oltre alla gioia di veder realizzato un mio grande sogno, ho visto in questa proposta anche la possibilità di farne una missione, ovvero far sì che in Italia come succede nei Paesi orientali, in Corea, in Giappone, piuttosto che in Georgia dove abbiamo portato questa Turandot, i Teatri siano popolati anche da giovani. Vogliamo che i giovani si appassionino all’opera, vero e proprio vanto della cultura del nostro Bel Paese e che, così come cercano i loro idoli, nei personaggi televisivi o in quelli del mondo del cinema, trovino i loro idoli tra anche tra i giovani artisti che scelgono la carriera di interprete lirico. Ho chiesto a Maria De Filippi di aiutarci in questa missione ed eccoci qua, con questi bravissimi ballerini che ci hanno subito confermato la loro disponibilità a danzare sulle coreografie create da Cristina Gaeta per Turandot nel primo e nel terzo atto».

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