La vita difficile di uno sceriffo antidroga degli anni '70

12 Luglio Lug 2018 9 giorni fa

Gian Paolo Serino

Dopo l'esordio lo scorso anno in Italia con Bull Mountain romanzo vertiginoso per la capacità di coniugare crime, southern noir e saga familiare- Brian Panowich, scrittore americano del Midwest, riprende le vicende con un secondo libro di una trilogia su cui l'editore NN che ha già pubblicato quella firmata Kent Haruf- punta molto. Un autore che per anni è stato un musicista itinerante prima di fermarsi in Georgia, dove oggi - con tatuaggi che coprono le braccia e cappello da cowboy- vive e lavora come pompiere. Una vita singolare come quella dei suoi protagonisti che tornano in questo Come Leoni (traduzione d'autore di Alfredo Colitto, NN editore, pagg. 265, euro 19): lo sceriffo Clayton Burroughs, tormentato per aver causato la morte del fratello, e in lotta su montagne fuori controllo per il traffico di marijuana, whiskey e anfetamine. Al di là della trama -la storia dello sceriffo Burroughs, sua moglie Kate e il figlio Eben minacciati dalla loro stessa famiglia, nella Georgia del 1972- a colpire sono la scrittura (le sue non sono frasi ma cicatrici) e la capacità di raccontare una storia di quelle che quando chiudi il libro vorresti leggere ancora. In realtà è un romanzo sulle decisioni mancate: tutti i personaggi vorrebbero cambiare ma qualcosa lo impedisce. La ricerca di un riscatto non nei confronti della società, ma nei confronti di se stessi. La sensazione, anzi «la nostalgia di appartenere a qualcosa che non era mai stato loro». Panowich ci fa capire che il tempo non è quello dettato dagli orologi, ma quello che sprechiamo.

La scrittura ricorda molto il primo Lansdale, quello più feroce e meno commerciale, mentre la trama fa venire in mente il memoir La contea più fradicia del mondo di Matt Bondurant (purtroppo da noi fuori catalogo dal 1992 per Baldini e Castoldi): la storia di una generazione di contrabbandieri durante la Grande Depressione del 1929 ambientata nella Virginia più profonda e dal quale è stato tratto il film Outlaw. Al di là delle somiglianze, Come leoni è un romanzo comunque originale, che ha una propria voce, potente, e che ci ricorda il potere della famiglia: i contrasti, anche fatali, ma anche una bellezza di cui troppo spesso, oggi, abbiamo rimosso i valori.

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