Ora il verde lo curano i «giardinieri acrobati»

12 Luglio Lug 2018 12 luglio 2018

Luca Pavanel

Essere giardinieri oggi può davvero essere tutta un'altra cosa. Non si può ancora dire addio alla carriola che trasporta gli attrezzi e all'uomo che spinge faticosamente, perché in chissà quanti luoghi verdi - probabilmente la stragrande maggioranza - l'armamentario tradizionale continua ad avere il suo bel perché: falce, annaffiatoio, vanga e rastrello. Ma sicuramente vista la modernità che tutto investe e nulla dimentica, ci sono da aggiornare certe vecchie convinzioni, anche quelle rispetto a un antico mestiere che si pensava come un qualcosa, è il caso di dirlo, di «molto terreno». Già, proprio così.

Per rendersene conto ieri, dalle parti del cosiddetto «Bosco Verticale» - il complesso di palazzi residenziali a torre progettato dall'architetto Boeri & Co. ai margini del quartiere Isola - bastava guardare all'insù un attimo soltanto, per ammirare i «nuovi giardinieri» all'opera. Anzi, senza la paura di esagerare, si potrebbe dire «giardinieri-acrobati» o «volanti». Sospesi nel vuoto, attaccati alle funi, imbragati come scalatori e con in mano dei forbicioni, intenti a lavorare sulle piante dei piani alti se non altissimi. Roba da vertigini. Insomma, al di là del fascino delle operazioni di potatura «ad alta quota», che ha intrattenuto fotografi, curiosi e turisti, vien da dire che ormai diversi mestieri richiedono più abilità. E in questo caso un bel corso di alpinismo, perché no, potrebbe anche non guastare.

Commenti

Commenta anche tu