Sala nel bar che resiste al pizzo: "Fatevi sentire"

Sala nel bar che resiste al pizzo: Fatevi sentire
12 Luglio Lug 2018 12 luglio 2018

I gestori minacciati e picchiati per mesi hanno denunciato e fatto arrestare i due estorsori

Erano tentativi di estorsione in piena regola, ma fatti in modo subdolo: si presentavano all'ora di chiusura del locale, con un pittbull senza guinzaglio e la minaccia di un coltello. Dicevano: «Qui incassi tanto, cosa ti costa darci 10 euro?». Ma hanno sempre ricevuto dei «no», fino a quando non hanno reagito: una sera intorno all'una hanno aggredito Federico Chendi, socio del locale sferrandogli un pugno dritto in volto. Poi il pronto soccorso, la denuncia ai carabinieri, che qualche giorno dopo sono riusciti ad arrestarne uno mentre cercava di scappare.

Accade in via Padova 133 e la storia è quella dello Spazio Ligera: un'enoteca, ma anche un posto dove si fanno incontri, musica e arte. Un punto di riferimento del quartiere, anche grazie al coinvolgimento dei soci - il secondo è Riccardo Bernini - nell'associazione ViaPadovaViva, che contribuisce ad eliminare lo stigma sulla direttrice più multietnica e problematica della città.

I due erano malavitosi della zona, L.D.N. di 44 anni e M.S., coetaneo, con precedenti per reati contro persona e patrimonio. «Ma non sembravano affatto di alto livello, piuttosto dei cani sciolti», li descrive Riccardo, parlando della loro sfrontatezza, nonostante gli avvertimenti di denuncia: «Tanto la polizia non ci fa niente», rispondevano. E infatti, da circa sei mesi, impuniti, chiedevano la loro «tassa» a tutti i negozi vicini e perfino agli avventori dei locali. Insomma erano, o avrebbero voluto essere, il terrore del quartiere: «La via è nostra» si spingevano a dire. «No la via è dei cittadini e delle associazioni» rispondeva Federico, che si è beccato un cazzotto ma è riuscito a farli identificare: «Avevamo paura di ritorsioni: dicevano che ci avrebbero incendiato il locale. Ma poi dopo l'arresto ci siamo convinti a rendere pubblica la nostra vicenda».

Un post su Facebook, sufficiente però ad attirare sindaco e vicesindaco, che ieri sera si sono presentati a mostrare la loro solidarietà: «Il rispetto della legalità è un valore a Milano da tanto tempo: noi ci siamo. Mi pareva giustissimo testimoniare la nostra vicinanza. Ai cittadini dico: fatevi sentire» ha incitato Giuseppe Sala, con una birra in mano. «Non ci aspettavamo addirittura di smuovere il primo cittadino: è stato di parola», lo ringraziano i proprietari, dopo un abbraccio. Ma il discorso del sindaco si fa più ampio, e si estende al tema periferie: «Siamo in linea con i tempi di riconsegna degli appartamenti di via Palmanova, con l'obiettivo di completarne 3mila entro fine mandato» ricorda Sala. E assicura: «Faccio un controllo ogni tre giorni, anche perché le associazioni di quartiere spingono, scrivono, chiamano: non rinunciate a farvi sentire, anche con una mail».

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