Tour de France, sul Mûr de Bretagne trionfa Daniel Martin. Nibali c'è

Tour de France, sul Mûr de Bretagne trionfa Daniel Martin. Nibali c'è
12 Luglio Lug 2018 12 luglio 2018

Sul primo vero arrivo in salita del Tour successo per l'irlandese Daniel Martin (Uae-Emirates) davanti a Latour (Ag2r) e Valverde (Movistar). Froome perde 5'', Uran 8''. Indietro causa forature Bardet (30'') e Dumoulin (52''). Ok Nibali

Daniel Martin della Uae-Emirates ha vinto la sesta tappa del Tour de France, la Brest-Mûr de Bretagne di 181 km. Sul primo vero arrivo in salita della Grande Boucle, l'irlandese ha anticipato sul traguardo il francese Latour (Ag2r) e lo spagnolo Valverde (Movistar). Non mancano le sorprese in chiave classifica generale. Attardati Froome e Uran, che perdono rispettivamente 5 e 9 secondi. Ancora peggio è andata a Bardet e soprattutto Dumoulin, che per una foratura hanno perso 30 e 52 secondi. Buone notizie per l'Italia, con Vincenzo Nibali bravo a non perdere contatto dal gruppo principale. Van Avermaet ancora in giallo.

C'era grande attesa per la tappa numero 6 del Tour, che prevedeva il primo vero arrivo in salita, un assaggio di ciò che aspetta prossimamente i corridori. La corsa è stata animata dalla fuga di Smyth, Pichon, Grellier, Gaudin e Turgis. Vantaggio massimo degli attaccanti, 6 minuti e 50 secondi. Ma il cuore della corsa era dietro, con la Quick-Step Floors che ha provato a spaccare il gruppo approfittando del forte vento. Nibali ha rischiato di finire vittima di un ventaglio, ma con la collaborazione dei compagni di squadra della Bahrain-Merida è stato bravo a ritrovare le ruote del gruppo. La tappa è entrata nel vivo ai -20 km dal traguardo con il primo dei due passsaggi previsti sull'ostico Mur de Bretagne, 2 km di salita al 7% di pendenza media con punte del 12%. L'andatura del gruppo è stata regolare, con il lettone Skujins abile a passare per primo al gpm confermando così la sua maglia a pois. Dopo lo scollinamento è partito Jack Bauer, ma la sua azione in solitaria è durata poco.

Doppio colpo di scena ai -5 km, foratura per gli uomini di classifica Bardet e Dumoulin. Arriveranno al traguardo in forte ritardo. La tappa si decide negli ultimi 2 km, quando il gruppo affronta il Mur per la seconda e ultima volta. A fare l'andatura è Daniel Oss della Bora-Hansgrohe, a 1500 metri dal traguardo ci prova il favoritissimo Julienne Alaphilippe ma l'azione decisiva porta la firma di Daniel Martin. Il capitano della Uae-Emirates parte lungo e guadagna una ventina di metri sugli avversari, che perdono tempo a studiarsi. Nel finale Latour prova ad andare a riprendere Martin, ma l'irlandese è troppo lontano e trionfa. Dietro a lui Latour, Valverde, Alaphilippe e tutti gli altri, compreso Vincenzo Nibali.

Brutte notizie per alcuni big: Froome arriva con 5 secondi di ritardo, che per Uran sono addirittura 9. Giornata sfortunata per Dumoulin e Bardet. Il primo ha provato a rientrare dopo la foratura ai -5 km dal traguardo facendosi aiutare dall'ammiraglia, ma la "furbata" è servita a poco. Non è da escludere un intervento del Var, che da quest'anno esiste anche nel ciclismo. Il belga Van Avermaet (Bmc) è ancora in maglia gialla, ma il suo vantaggio su Thomas (Sky) si è ridotto a soli 3 secondi. In classifica generale adesso Uran è 7° a 45 secondi da Van Avermaet, Porte 11° a 53'', Froome 12° a 1'02'', 15° Dumoulin a 1'03''. Vincenzo Nibali scala qualche posizione e ora è 17° a 1'08''. Domani settima tappa, la Fougères-Chartres, di 231 km. Tornano i velocisti, nuova sfida Gaviria contro Sagan.

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