Elena Santarelli: "Il tumore non ha cambiato mio figlio. Giacomo corre, mangia e ride"

Elena Santarelli: Il tumore non ha cambiato mio figlio. Giacomo corre, mangia e ride
13 Luglio Lug 2018 13 luglio 2018

Elena Santarelli ha concesso la sua prima intervista al Corriere della Sera. La showgirl ha ripercorso quei giorni drammatici che l'hanno portata a scoprire la malattia del figlio

Da quel maledetto 30 novembre scorso la vita di Elena Santarelli, Bernardo Corradi e quella del loro figlio Giacomo è cambiata.

Quel giorno, purtroppo, hanno scoperto che il loro piccolo di 9 anni ha un tumore cerebrale. Una notizia che ha lasciato interdetti Elena e Bernardo, ma anche tutto il pubblico. Perché fin da subito la Santarelli ha voluto condividere la notizia con i suoi fan. Aveva e ha bisogno di tutto il loro amore e, forse soprattutto, per dare forza a tutte quelle famiglie che si trovano nella sua stessa situazione. Dopo mesi di terapie, miglioramenti e anche qualche crollo di nervi, la showgirl ha concesso la sua prima intervista al Corriere della Sera. Un'intervista sentita, sofferta e che ha tirato fuori anche qualche lacrima.

Elena Santarelli col Corsera si sfoga e ammette che, nonostante tutte le difficoltà del caso, davanti a suo figlio Giacomo non ha mai pianto. "Mai, mai, mai - dice -. A volte, mi chiedo: com’è possibile? Ma in certi frangenti, la forza arriva. Io non ho mai trattato mio figlio da malato, gli ho sempre detto che, mentre si fanno le chemio, si studia e questo ha creato una normalità nella mia vita e nella sua". Nel corso dell'intervista, Elena ribadisce che "non è detto che un tumore annienti la vita. Ogni caso è diverso, ma mio figlio corre, mangia, ride, ha una vita normale al 60-80 per cento. Vorrei che le mamme avessero speranza". Il suo esporsi pubblicamente su un tema così delicato le ha spesso portato un mare di critiche, ma la sua voglia di far sapere è motivata anche da un altro fatto: quello di chiedere aiuto per la ricerca, per la Onlus Heal, che si occupa di neuroncologia pediatrica col Bambino Gesù di Roma, ospedale che ha in cura suo figlio.

E dopo queste premesse inizia la lunga ed emozionante intervista. Elena Santarelli ricorda quel maledetto 30 novembre del 2017: "La cosa peggiore è che non ero presente alla risonanza. Ero stata operata all’anca e avevo stampelle e dolori, è andato solo Bernardo, ma non avevamo sospetti, era un esame fatto per precauzione. Quando mio marito è tornato a casa, gliel’ho letto in faccia. Sono andata in bagno e ho vomitato. Poi, mi sono messa a piangere in silenzio, per non farmi sentire da mio figlio".

La showgirl racconta con sofferenza quei giorni, l'incontro col professor Franco Locatelli e la dottoressa Angela Mastronuzzi, le loro parole che risuonavano nella sua testa e quella "paura della morte era solo nella mia testa". "La prima sera in reparto è stata la più dura - continua -. Non volevo che Giacomo vedesse i bambini intubati, non potevamo dirgli subito: ora fai la chemio, perdi i capelli, combatti le cellule. Ci siamo arrivati piano piano con l’aiuto, fondamentale, degli psicologi".

A questo punto, Elena Santarelli spiega che fin dai primi giorni ha dovuto imparare, per il bene di suo figlio, a comportarsi come aveva sempre fatto fino a quel maledetto 30 novembre, "quando gli do un calcio nel sedere, bonariamente, non mi dice 'mamma, ho il tumore', la malattia non lo ha cambiato molto, ha solo perso i capelli". Nel raccontare quei giorni drammatici la moglie di Bernardo non può non spendere qualche parola su tutti gli attacchi che ha ricevuto in questi mesi. Ma la showgirl non si scompone, per lei il centro di tutto è suo figlio e dare speranza a quanti si trovano nella sua stessa situazione. Ma su un particolare precisa: "I bimbi sono astuti, ho capito che dovevo farmi la piega, mettere il solito rossetto, anche se mi sentivo giudicata, in ospedale, col rossetto. Ma ho fatto bene".

Ma è proprio in conclusione dell'intervista che Elena Santrelli si sbottona. "Ora cosa vi attende?", domanda il giornalista del Corsera. "Aspettiamo di sentirci dire che siamo a fine terapia - dice -. Non sarà presto. Il percorso è lungo, confidiamo di essere nell’80 per cento che si salva". Ma il suo intervento non finisce qui. Poco dopo Elena Santarelli richiama il Corriere della Sera in lacrime e aggiunge: "Il momento più brutto è stato quando, di notte, con la torcia, andavo a raccogliere i capelli di Giacomo dal cuscino, per non farglieli trovare al mattino. Quei momenti erano una pugnalata. Metti al mondo un figlio e vuoi proteggerlo, ma non sai che puoi sentirti così tanto impotente".

Parole che fanno gelare il sangue. Ma ora Giacomo, Elena e Bernardo vedono la luce in fondo al tunnel e presto quei terribili momenti resteranno soltanto un brutto ricordo...

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