iOs si blocca con la parola... Taiwan

iOs si blocca con la parola... Taiwan
13 Luglio Lug 2018 13 luglio 2018

L'aggiornamento 11.3 dei sistemi iOs freezava i device per colpa della Cina: la parola Taiwan è tabù

Vietato scrivere Taiwan, se avevate un dispositivo Apple con iOS: un bug di cui si è avuto notizia in questi giorni soltanto, mandava in crash i device digitando appunto la parola Taiwan.

Il problema sembra stato risolto con l’aggiornamento iOS 11.4.1, ma interessante è il motivo di tale bug: sembra infatti che la situazione sia da ricondurre alle richieste da parte del governo cinese, alle quale l'azienda di Cupertino ha dovuto piegarsi introducendo però, involontariamente, questo bug.

Il caso nasce dal mancato riconoscimento dell’isola da parte del governo della Repubblica Popolare, che da tempo ne rivendica la sovranità non riconoscendone l’indipendenza: per questo motivo, nei paesi della Cina Popolare gli smartphone (in questo caso l'iPhone o anche l'iPad) hanno il divieto a utilizzare la parola, l’ideogramma o addirittura la bandiera stessa che rappresentano Taiwan.

A seguito della necessità di rimuovere quindi il vocabolo dalla versione iOs per la Cina qualcosa non deve aver funzionato correttamente, e non appena veniva digitato Taiwan all’interno di uno tra iMessage, WhatsApp, Telegram o Facebook Messenger, il sistema andava in crash completo rendendolo inutilizzabile previo riavvio. La rimozione dal vocabolario e dall’emoji aveva creato una mancanza non colmata che creava il bug del sistema operativo.

La scoperta di tale problematica è opera di Patrick Wardle, ex hacker della National Security Agency, il quale si occupa proprio della sicurezza in iOS e macOS per la Digital Security.

Con il successivo aggiornamento 11.4.1 il problema è stato eliminato, ma rimane perlomeno discutibile la sottomissione a una richiesta probabilmente politica da parte di Cupertino. Il mercato cinese è tra i pochi ancora in netta espansione e Apple non ha voluto rischiare evidentemente una divergenza con l’amministrazione locale: esistono ancora purtroppo le parole tabù quasi 200 anni dopo i Promessi Sposi.

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