La folle famiglia degli «Incredibili 2» con le voci di Bebe Vio e Amanda Lear

La folle famiglia degli «Incredibili 2» con le voci di Bebe Vio e Amanda Lear
13 Luglio Lug 2018 13 luglio 2018

Ha sbancato il botteghino con 781 milioni. Nelle nostre sale a settembre

Quando, quattordici anni fa, uscì Gli Incredibili, al cinema esistevano soltanto due saghe di super-eroi: X-Men e Spiderman. Adesso ce ne sono centinaia e per sbaragliare la concorrenza la Pixar alza l'asticella con Gli Incredili 2 (dal 19 settembre) di Brad Bird (Ratatouille, Mission Impossible), fondendo film d'azione e film supereroistico intorno a un nucleo inscalfibile: la famiglia ordinaria, con i suoi poteri straordinari. Infatti, il sequel di Mister Incredible ed Elastigirl, con la loro routine «normale» lui, Bob, è un grande papà, ancorché senza lavoro (perciò sta a casa a tempo pieno) e lei, Helen, una madre multiforme, come se ne vedono molte in giro ha già stupito al botteghino: 781 milioni di dollari, nel mondo, sigillano il miglior incasso americano di sempre, quanto a film animati. Tagliato su misura per l'era dello smartphone, Gli Incredibili 2 si incentra anche sul ruolo dell'audiovisivo: non a caso il cattivo del film pratica l'ipnosi tramite lo schermo e la verità si potrà scoprire solamente tramite un video. Segno che non dobbiamo affidare le nostri sorti all'imbonimento mediatico.

Né va trascurata la linea rosa, con numerosi personaggi femminili importanti: stavolta, l'eroina è Elastigirl. Mentre le voci italiane vengono prestate da Bebe Vio (Voyd), Amanda Lear (Edna Mode), Isabella Rossellini (l'Ambasciatrice) e Ambra Angiolini (Evelyn), in una divertente e insolente sarabanda che dura due ore. Dove Flash, Violetta e l'amico Siberius uniranno le forze con i coniugi Parr, per sventare il malefico piano ordito da un nuovo nemico.

L'azione riprende dal punto in cui l'abbiamo lasciata («Guardatevi dal Minatore!») e il mito del super eroe viene anche simpaticamente sbertucciato, mentre una cosa è certa: le famiglie possono sempre reinventarsi e migliorare. Per questo la Pixar è entrata nel cuore degli adulti, che già con Toy Story (1995) e Nemo (2003) hanno scoperto l'antiretorica forza consolatoria dei film per bambini. Super eroi super ordinari, dunque, che cercano di vivere da cittadini qualunque. Perciò Amanda Lear, ieri al lancio del film, fa ridere affermando: «Per me, già camminare sui tacchi è da super eroi! E chissà se è tecnologica l'invenzione delle ciglia finte». Mentre per Bebe Vio sono i bambini disabili assistiti dalla sua onlus i veri super eroi. «In particolare, un bimbo di sei anni senza gamba, che quando ha visto una protesi nuova tutta per sé, s'è messo a correre e non la finiva più», racconta l'atleta paralimpica, che con la tecnologia ha un ottimo rapporto: ogni sera rimette in carica i suoi arti artificiali. Secondo Tiberio Timperi, invece (qui la voce di Chad Brentley), «i super eroi sono i magistrati, i carabinieri e i poliziotti che hanno dato la loro vita per difendere le istituzioni».

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