L'accusa Antitrust a Telecom: "Ha rallentato la rete in fibra"

L'accusa Antitrust a Telecom: Ha rallentato la rete in fibra
13 Luglio Lug 2018 13 luglio 2018

Il presidente ricorda le battaglie a tutela del mercato e per costringere Tim a investire. In 7 anni 1,5 miliardi di multe

Un miliardo e mezzo di multe in sette anni alle aziende per tutelare i consumatori. Questo il bilancio della presidenza all'autorità Antitrust di Giovanni Pitruzzella, in carica dal 2011, che si chiude quest'anno con grandi cambiamenti sul fronte del mercato che ormai non vede più fronteggiarsi solo le imprese ma anche gli algoritmi, capaci di trascinare le preferenze e dunque lo shopping dei consumatori. Insomma la concorrenza nell'economia digitale lancia nuove sfide all'Antitrust, che dovrà, dice Pitruzzella nella sua relazione annuale e di fine mandato in Parlamento, sempre di più attrezzarsi per comprendere i nuovi mercati. E infatti tra gli ultimi provvedimenti dell'Authority c'è quello che riguarda l'uso della app MyTaxi che ha aperto nuove possibilità a taxisti e utenti contro lo strapotere dei principali operatori RadioTaxi attivi a Roma e Milano.

Ma certo il web è ben altro. Per Pitruzzella il potere di Google, Facebook e Amazon è «immenso». Anche se, in questo caso, entrano in gioco sopratutto i poteri dell'Antitrust Ue che, infatti, li ha già messi nel mirino con altissime sanzioni. Anche l'Antitrust italiano si è mosso. Contro Facebook (procedimento ancora aperto), colpevole di cedere a società terze i dati personali e di chiedere, soltanto dopo, a cessione ormai avvenuta, il consenso. E nel mirino del Garante è finita anche Amazon, che penalizzava i consumatori italiani limitando la garanzia legale dei prodotti e il diritto di ripensamento, in caso di acquisto non più gradito.

Ma la medaglia che Pitruzzella ha tenuto maggiormente ad appuntarsi sul petto è quella dello sviluppo dell'ultrabroadband, ossia l'Internet veloce, che Telecom ha rallentato perché «aveva l'incentivo a sfruttare la rendita di posizione derivante dalla proprietà dell'infrastruttura di rete piuttosto che a investire nella rete in fibra ottica. E i concorrenti venivano sistematicamente ostacolati nell'offerta alla clientela». di servizi di connessione a Internet a banda larga». Secondo l'Antitrust la situazione si è fluidificata anche grazie a una sua sanzione a Telecom da 104 milioni, decisa per aver limitato le società concorrenti nell'accesso alla sua rete. «Adesso l'87% della case italiane è raggiunta da un cavo di nuova generazione - ha detto Pitruzzella- anche se solo il 22% dei collegamenti è davvero tutto in fibra». Per le tlc Pitruzzella rivendica anche la battaglia contro la fatturazione ogni 28 giorni che oggi è passata a 30 e l'ingresso sul mercato italiano dell'operatore mobile low cost Iliad grazie ai paletti che proprio il garante ha imposto a Wind e Tre, al momento della loro fusione.

Ma ovviamente non c'è solo web o tlc. «Ci siamo concentrati anche nel difficile compito di contrastare i cartelli tra aziende che bloccano l'innovazione- ha spiegato il presidente uscente- come nel caso di Roche e Novartis sanzionate con 180 milioni di euro». Una particolare attenzione è stata prestata anche ai fenomeni di «bid rigging» nei contratti pubblici, con numerosi casi che hanno riguardato la centrale unica per gli acquisti della pubblica amministrazione (Consip). Tra le varie decisioni, Pitruzzella ha citato «quella del 2015 riguardante la gara, per un ammontare di circa un miliardo e seicento milioni di euro, avente ad oggetto i servizi di pulizia nelle scuole, in relazione alla quale alcune imprese avevano raggiunto un accordo per ripartirsi i diversi lotti». Quanto ai numeri il Tar del Lazio, in caso di ricorso delle aziende, ha dato ragione all'Antitrust nel 78% dei casi e solo nel 15% delle volte l'importo della sanzione stabilita è stato ridotto.

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