Già iscritti 50 bimbi arcobaleno

Già iscritti 50 bimbi arcobaleno
14 Luglio Lug 2018 14 luglio 2018

Trentatré coppie di mamme hanno ottenuto i 2 cognomi

Era stato il sindaco Beppe Sala in persona a firmare il 6 giugno in Comune il riconoscimento dei primi nove bimbi milanesi con due mamme. Prima bebè arcobaleno in assoluto la piccola Valentina nata il 3 giugno e dimessa solo qualche ora prima di finire sotto i flash a Palazzo Marino con le mamme Teresa Pozzi e Fedya Crespolini, di 43 e 41 anni. Ad accelerare le doppie registrazioni all'Anagrafe anche a Milano era stata in realtà una lettera-appello scritta da a Corinna Marrone Lisignoli e la moglie Francesca e pubblicata da Selvaggia Lucarelli sul Fatto Quotidiano con tanto di pressing a Sala e all'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino. E nonostante la frenata del governo e della Regione leghista e le critiche del centrodestra, Palazzo Marino ha partito con la registrazione dei due cognomi. Dopo poco più di un mese, il primo bilancio parla di cinquanta bimbi «arcobaleno» già iscritti all'Anagrafe, sono figli di trentatrè coppie di mamme.

La madre deve essere certa è il criterio a cui si è attenuto (almeno finora) il sindaco, in attesa di avere delucidazioni da Roma sulla questione dei bimbi con due padri. Il Comune aveva chiesto al precedente governo indicazioni su come procedere per la trascrizione. In mancanza di una madre certa «ci potrebbe essere rischio di irregolarità -ha ammesso allora anche il sindaco -. Ma abbiamo chiesto chiarimenti al governo da mesi e se non arriveremo decideremo in giunta». Difficile che il ministro dell'Interno Matteo Salvini la consideri una priorità. Anche il governatore leghista Attilio Fontana ha sempre dichiarato che la legge «riconosce diritti per le unioni fra persone dello stesso sesso. Un'altra cosa è dire che queste costituiscono una famiglia, perché bisognerebbe cambiare la Costituzione. Esiste l'unione, non è prevista, dal nostro ordinamento giuridico, la famiglia arcobaleno».

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