Milano, eseguito primo intervento chirurgico con stent riassorbibile

Milano, eseguito primo intervento chirurgico con stent riassorbibile
14 Luglio Lug 2018 7 giorni fa

L’operazione è stata eseguita con successo, per la prima volta nel nostro Paese, su un paziente di 78 anni da parte dell’equipe medica guidata dal Primario di Cardiologia Bernardo Cortese

Rivoluzionario intervento chirurgico eseguito per la prima volta nel nostro Paese, presso la clinica San Carlo di Paderno Dugnano (Milano). È stato, infatti, impiantato uno stent per il cuore perfettamente riassorbibile, conosciuto anche come “scaffold”, dall’equipe medica guidata dal Primario del reparto di Cardiologia Bernardo Cortese, durante un intervento compiuto su un paziente di 78 anni. L’operazione è perfettamente riuscita.

Lo stent è un dispositivo di forma cilindrica utilizzato per porre rimedio all’ostruzione delle coronarie durante gli interventi di angioplastica: è composto da una struttura reticolare microscopica in grado, una volta inserita, di dilatarsi e di permettere un miglior afflusso di sangue nelle arterie.

L’elemento che contraddistingue la nuova tipologia di strumenti in esame, rispetto ai supporti metallici usati di solito, è proprio la qualità del materiale. Lo stent impiegato tradizionalmente, infatti, una volta inserito non poteva più esser rimosso, mentre in questo caso l’organismo è in grado di assorbirlo in modo completo nell’arco di circa due anni: per questa sua caratteristica gli è stato attribuito il nome di Fantom Reva.

Fino ad oggi, quest’ultimo, era stato impiegato solo in Germania e Svizzera ed i risultati sui pazienti che avevano subito questo genere di impianto erano stati più che incoraggianti. Non solo, paiono ridursi, grazie al suo utilizzo, anche i rischi di trombosi a distanza di anni dall’intervento chirurgico.

È lo stesso Bernardo Cortese, particolarmente esperto nella ricerca clinica, a parlare dei benefici di questa nuova tecnologia, sulle pagine de “Il Giorno”: “Le protesi metalliche sono sicure ma, in una percentuale molto bassa e inferiore all’1%, possono presentare dei rischi di riocclusione. Da qui sono nate le nuove tecnologie, come il pallone medicato e gli scaffold”.

Tags

Commenti

Commenta anche tu