Scoperte dodici nuove lune di Giove dopo un anno di osservazioni

Scoperte dodici nuove lune di Giove dopo un anno di osservazioni
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18 Luglio Lug 2018 18 luglio 2018

Il pianeta si circonda di altri 12 satelliti, raggiungendo il record del sistema solare

Ben settantanove: Giove aumenta il numero dei suoi satelliti con dodici nuove lune.

Nella primavera del 2017 un gruppo di astronomi della Carnegie Institution for Science di Washington guidato da Scott Sheppard, si trovava inizialmente impegnato in Cile nella ricerca di nuovi corpi celesti, identificabili nelle regioni più remote del sistema solare oltre l'orbita di Plutone.

Inaspettatamente, durante la lunga e ampia serie di osservazioni condotte, gli astronomi sono giunti a individuare un gruppo di 12 satelliti situati su orbite esterne del pianeta Giove, ancora più distanti rispetto alle quattro famose lune scoperte nel 1610 da Galileo (i satelliti Io, Europa, Ganimede e Callisto).

Per poter affermare che si trattasse di reali e oggettive orbite attorno al pianeta, l'intero processo di osservazione ha richiesto un anno di tempo.

Le dimensioni delle nuove lune sono piuttosto ridotte, con un diametro variabile tra 1 e 3 km e, secondo le ipotesi avanzate dai ricercatori è possibile che si tratti di frammenti di antichi corpi celesti più grandi entrati in collisione con altri satelliti, asteroidi o comete.

Due di esse fanno parte di un gruppo centrale che segue la stessa direzione di rotazione del pianeta, mentre le altre nove sono collocate esternamente (a circa 24 milioni di chilometri) e mantengono un'orbita retrograda, dunque opposta a quella di Giove.

All'interno di queste nove, è il comportamento fuori dalla norma della più piccola e distante luna di questo gruppo esterno, Valetudo (dal nome della dea della Salute, pronipote di Giove) a suscitare interesse.

Di essa infatti è stata notata l'anomala orbita “in contromano” opposta a quella di tutte le altre, che determina un'instabile situazione nella quale è possibile il rischio di ulteriori collisioni tra i corpi celesti.

Fortunatamente l’orbita di Valetudo è molto lontana dall'orbita più stabile di Europa, che sta rapidamente diventando un obiettivo primario nella ricerca della vita oltre la Terra.

I dettagli della scoperta della Carnegie Institution, in collaborazione con l’Università delle Hawaii e dell’Università dell’Arizona settentrionale, sono stati pubblicati sulla rivista Pnas, dell'Accademia americana delle scienze.

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