C'è qualcosa di nuovo in rete, anzi d'antico: scrittori e critici

C'è qualcosa di nuovo in rete, anzi d'antico: scrittori e critici
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3 Agosto Ago 2018 03 agosto 2018

Blog e riviste digitali danno spazio agli autori trascurati dall'editoria. E così nascono prodotti di grande qualità

Apparentemente la letteratura in rete sembra morta: tempo fa dedicai sul Giornale un lungo pezzo critico sui blog letterari che una volta andavano per la maggiore, da Carmilla a Nazione Indiana al Primo Amore, e che ora sono diventati la patria dello sbadiglio. Li leggi, e sono rimasti fermi a dieci anni fa. Ma è davvero tutto così piatto? È davvero tutto morto? In realtà per niente, anzi ci sono blog interessantissimi e, per chi ama leggere bene, sono molto più utili di critici come Alfonso Berardinelli (per dirne uno), che dichiarano fieramente di non leggere più romanzi (ma allora cosa criticate? Le lavatrici?).

Questi blog bellissimi sono quasi tutti dI laureati in lettere (la maggior parte con tanto di dottorato), ignorati dalla carta stampata e che quindi vivono per lo più insegnando dove capita, e che si occupano di libri con competenza e solo per passione, cioè non prendono un euro da nessuno, eppure hanno un pubblico fedele e in costante crescita.

Su Pangea, per esempio, trovate acuminati saggi critici, oltre a molti scritti di Davide Brullo (prezioso collaboratore anche di questo quotidiano), più di un poeta, è l'ultimo profeta biblico rimasto. Crapula Club invece è stato fondato da Alfredo Zucchi e Luca Mignola, e animato da letterati brillanti come Antonio Russo De Vivo, un vero e proprio manager delle patrie lettere. Vi trovate analisi e riflessioni che critici patentati come Onofri, Cortellessa o La Porta se le sognano, così come su La Balena Bianca, che quando è il caso stronca anche romanzi e film senza pietà.

Nella grande editoria, si sa, i racconti non funzionano, invece in rete vanno tantissimo, forse perché sono un modo per molti autori per farsi notare dagli editori (ma gli editori italiani sono molto distratti, non si accorgono di nessuno). Ne pubblica molti e di qualità Flaneri.com, blog legato alla rivista cartacea Effe, ma anche Cadillac, che pubblica racconti selezionati in Pdf ogni mese (ripeto: stiamo parlando sempre di laureati non pagati, onore al merito, altrimenti perché laurearsi in Lettere se ormai non ci sono più sbocchi per nessuno). Racconti raffinati accompagnati da immagini anche su L'inquieto (diretto da Martin Hofer), TerreNullius, e su Verde Rivista. Quest'ultima, tra l'altro, ha da poco pubblicato il racconto Orsetti lavatori di Alfredo Palomba, un giovane intellettuale autore di un romanzo inedito di cui si parla molto su tutti i blog (si è creata una grande attesa, chi lo pubblica?), titolo Teorie della comprensione profonda delle cose, che sta esaminando Elisabetta Sgarbi e potrebbe essere l'esordio più interessante del prossimo anno (io l'ho letto, è strepitoso, e La Nave di Teseo è uno dei pochi editori che non si tira indietro quando è il caso di osare).

Ma attenzione, non è tutto gratis, in rete. Su L'indiscreto, diretto da Francesco D'Isa, si pubblicano saggi di qualità e pagano anche. Non so quanto, ma qualsiasi cosa diano è già tanto in un territorio culturale in cui è tutto fondato sulla propria volontà di fare.

Tutto questo mentre sui grandi giornali ufficiali ci si addormenta, e vivacchiano solo i soliti giri di autori (quelli che vi ritrovate allo Strega e al Campiello), nessuna ombra di avanguardia e sperimentalismo.

Tipo il Corriere della Sera, che rispolvera per l'estate il romanzo collettivo (speravo si fosse estinto con i Wu Ming), una staffetta che si passeranno di mano Teresa Ciabatti e Mauro Covacich, Silvia Avallone a Sandro Veronesi.

Devono averli scelti con cura, gli autori, per essere sicuri venisse fuori una schifezza totale. Morale della favola: bisognerebbe pescare talenti dai suddetti blog, ma non con la logica dei grillini, che con il web hanno fatto la pesca a strascico dell'incompetenza. In questi casi in rete c'è davvero il meglio.

Leggeteli, non potrete che guadagnarne, mentre loro non guadagnano niente, pubblicano cose belle e basta. Sono fuori dai giri, perché troppo intelligenti.

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