Tumori, le nuove frontiere della biopsia liquida

Tumori, le nuove frontiere della biopsia liquida
3 Agosto Ago 2018 14 giorni fa

Una nuova tecnica diagnostica è stata messa a punto nella lotta contro i tumori

Trovare sempre nuove cure così da permettere la guarigione o una vita più serena e dignitosa ai malati oncologici. Questo è l'obiettivo della ricerca. In cinque anni sono stati individuati una cinquantina di nuovi farmaci anticancro. Ma nella lotta contro i tumori, altrettanto importante è il progresso delle tecniche di diagnosi. Si sa, infatti, che scoprire la patologia ai primi stadi della sua comparsa è fondamentale per aumentare le possibilità di sopravvivenza. Non solo. Uno dei traguardi dei ricercatori è anche quello di fornire ai pazienti terapie personalizzate e su misura.

In quest'ottica grandi passi avanti sono stati fatti con quella che viene definita biopsia liquida. In campo oncologico, tradizionalmente, per biopsia si intende un prelievo di frammento di tessuto neoplastico con conseguente analisi dello stesso da parte di un anatomopatologo e individuazione, quindi, della malattia. La biopsia liquida, invece, consiste nel prelievo di una piccola quantità di liquido biologico, per esempio sangue, saliva e urine. I tumori rilascerebbero in questi liquidi frammenti di Dna neoplastico circolante. Questi, opportunatamente prelevati, sarebbero in grado di garantire all'oncologo un'analisi e una cura dettagliata da rivolgere al malato.

Seppur la biopsia tradizionale resta ancora fondamentale, quella liquida è uno strumento valido e mininvasivo - infatti è ripetibile più volte nel tempo - nella diagnostica di tumori solidi. Essa offre numerosi vantaggi, non ultimo quello di individuare precocemente una qualsiasi resistenza genetica al farmaco che il paziente sta assumendo e ciò ancor prima che si manifestino nuove lesioni e altri sintomi. Altro aspetto positivo dell'esame è il costo. 500 euro a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

L'unico limite della biopsia liquida - come sottolinea Antonio Russo, direttore dell'Oncologia medica al Policlinico Giaccone di Palermo e autore di uno studio specifico sul tema, Liquid biopsy in cancer patients - è legato alle metodiche differenti utilizzate nei vari laboratori che limitano un'interpretazione univoca dei risultati. Si confida però, ancora una volta, nella scienza e nella sua volontà di sconfiggere tutti i tumori o meglio i "mali del Novecento" come vengono definiti.

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