Vita, opere e segreti dei pittori

Vita, opere e segreti dei pittori
7 Agosto Ago 2018 7 giorni fa

Secondo un'accurata indagine, la pittura occuperebbe oltre il 70% del mercato dell'arte contemporanea. Ciò significa che, nonostante le mode che vorrebbero premiare altri linguaggi molto più esclusivi, la buona vecchia tecnica del dipingere resta in cima alla scala dei desideri di chi ama l'arte. Capire però è necessario: non sarà una lettura da spiaggia, anche per il formato, ma il saggio illustrato di Julian Bell, Che cos'è la pittura? (Einaudi) dimostra che non esiste un passato e un presente e che il tempo delle immagini non è che una convenzione stabilità da chi guarda. Brillante e ricco nel linguaggio, Bell accosta il Rinascimento a Pollock, Bonnard a Andy Warhol in un percorso vitale e suggestivo, che ci mette ottimismo e ci allontana dalle teorie apocalittiche sulla presunta morte della pittura.

Nell'agosto di trent'anni fa a New York faceva caldo come ora. Nell'appartamento di Great Jones Street fu ritrovato il corpo di Jean-Michel Basquiat, ucciso dall'eroina a soli 27 anni, proprio come una rockstar maledetta. Testimone del suo tempo, i formidabili e distruttivi anni '80, Phoebe Hoban ha ricostruito la breve e articolata biografia del primo pittore nero di successo in Basquiat. Vita lucente e breve di un genio dell'arte. Il libro è uscito per Castelvecchi nel 2006, non è una novità editoriale ma il suo successo lo ha trasformato in un long-seller nuovamente in libreria. Ricco di aneddoti sulla fauna newyorkese, smonta alcuni luoghi comuni sul carattere dell'inventore della Street Art, vittima dei suoi eccessi, eppure capriccioso, ingestibile, avido di denaro e di autoaffermazione nel jet set. Le biografie degli artisti rappresentano il genere letterario più gradevole nella saggistica di settore. Johan And Levi si è specializzata nella traduzione e nella proposta con un catalogo davvero ricco. Ultime uscite, l'autobiografia Un posto per tutti di Richard Rogers, l'architetto che insieme a Renzo Piano progettò il Centre Pompidou e Night Studio. Un ritratto intimo di Philip Guston scritto da Musa Meyer, figlia di uno dei pittori più misteriosi e controversi d'America, assurto a figura di culto dopo lunghi anni di oblio.

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