La Spagna accoglie la nave Ong carica di migranti

La Spagna accoglie la nave Ong carica di migranti
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9 Agosto Ago 2018 09 agosto 2018

Altri 87 profughi sono sbarcati stamattina nel porto spagnolo di Algeciras, il secondo più importante del paese, dopo essere stati soccorsi al largo della Libia dalla nave Ong Proactive Open Arms

La Spagna è il porto europeo preferito delle navi Ong che trasportano migranti.

E, infatti, proprio stamattina, nel porto andaluso di Algeciras, il secondo più importante della Spagna dopo Valencia, è attraccata una nuova nave Ong con a bordo 87 profughi (75 uomini adulti e 12 minori), salvati il 2 agosto al largo delle coste libiche.

Il porto della cittadina spagnola ha fatto ormeggiare l’ong Proactive Open Arms, battente bandiera spagnola, dopo essersi accordata con le autorità di Madrid e aver accettato le disposizioni di sbarco per i migranti.

L’esecutivo spagnolo ha imposto un livello di discrezione e riserbo massimo sul nuovo sbarco di clandestini, in modo tale da far passare minimamente e in sordina la notizia, dopo il tanto discusso caso della nave Aquarius lo scorso giugno.

Per accogliere tutti questi migranti, la Spagna ha deciso di aprire un nuovo centro di prima accoglienza ad Algeciras, che dista poco più di trenta chilometri da Gibilterra (cittadina famosa per lo stretto, che delimita la penisola iberica dall’exclave spagnola situata nella parte più settentrionale del Marocco).

La Spagna è diventata quest'anno la prima via d'accesso all'Europa per i migranti illegali, per lo più africani. Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), da gennaio a oggi sono sbarcati circa 24mila migranti in Spagna.

Il numero di arrivi nella penisola iberica è aumentato a dismisura dopo la decisione del neo ministro dell’interno Matteo Salvini di chiudere i porti italiani a tutte le imbarcazioni delle organizzazioni non governative, che fanno la spola dalla Libia al continente europeo con un numero sempre crescenti di profughi.

Il no deciso del segretario della Lega ha rimesso in discussione le politiche d’accoglienza europee che hanno sempre dato per scontato il pronto intervento del nostro bel paese nel ricevimento e primo soccorso dei profughi, senza preoccuparsi di far rispettare seriamente a tutti gli altri paesi europei le tanto sbandierate "quote di ridistribuzione" dei migranti.

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