Sala allo scontro col governo sui fondi per le periferie

Sala allo scontro col governo sui fondi per le periferie
9 Agosto Ago 2018 09 agosto 2018

Stop del Senato a 16 milioni per il quartiere Adriano. Il sindaco: "Non fermeremo i progetti programmati"

«Sono così sbigottito e incredulo che non riesco ancora ad essere nemmeno arrabbiato. Eppure la notizia è incredibile e ingiustificabile». L'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran è tra i primi a sfogarsi ieri mattina su Facebook contro l'emendamento al decreto Milleproroghe approvato due giorni fa dal Senato che mette nel congelatore fino al 2020 i 2,1 miliardi stanziati dall'ex governo Renzi per il Piano periferie. Tradotto in scala milanese: stoppa 16 milioni destinati al quartiere Adriano. Maran mette in fila i progetti a rischio, puntualizzando che le convenzioni sono state sottoscritte «già lo scorso dicembre, le opere stavano per partire», il Dl Milleproroghe può «rallentare o fermare i lavori, non siamo in grado di dare oggi ai milanesi certezze su cosa accadrà perchè abbiamo appreso le cose a mezzo stampa ed è indispensabile che il governo spieghi se i cittadini dovranno

attendere 2 anni in più o queste risorse son proprio volate via e dovremo cercare altre strade di finanziamento». Nel mirino il prolungamento della tranvia 7 e la scuola media al quartiere Adriano (finanziate per il 50% dal governo), il secondo lotto del parco Adriano (lo Stato deve metterci 2 milioni), il superamento delle barriere architettoniche delle fermate M2. «Bloccano la Tap, la Tav e anche opere in avanzato stato di progettazione, pronte alla gara, solo perchè lo avevano deciso Renzi e il Pd?» domanda Maran. Prova a tradurre (politicamente) la mossa il delegato del sindaco per le Periferie Mirko Mazzali: «Funziona così, il governo gialloverde deve fare il reddito di cittadinanza, la flat tax e tutti si chiedevano dove avrebbero trovato i soldi. Semplice, diminuiscono le tasse, iniziando a prendere i soldi stanziati per le periferie. Chi guadagna 300mila euro può pagare meno, chi vive nel quartiere Adriano può aspettare 2 anni per vedere finanziata la scuola media. Sono i Robin Hood al contrario».

Il sindaco Beppe Sala si mantiene per qualche ora prudente, poi interviene: «Certamente la questione va ancora capita nei dettagli e impatterà in maniera diversa città per città. Ma altrettanto certamente questa è una manovra politica del nuovo esecutivo per screditare una buona idea dei governi precedenti. Rimane il fatto che il primo segnale di questo esecutivo rispetto alla delicata questione delle periferie è assolutamente negativo». E assicura: «Ho chiesto ai miei uffici di trovare una soluzione per poter rispondere alle giuste esigenze dei miei concittadini. Milano non intende fermare i progetti che sono stati programmati». Critico anche il capogruppo di Forza Italia Fabrizio De Pasquale: «L'emendamento rischia di penalizzare pesantemente Milano. Ci auguriamo che lo scopo non sia quello di mettere le mani sui fondi precedentemente accantonati per finanziare qualche strampalata proposta grillina. Facciamo appello alla Lega, con la quale abbiamo stravinto nelle periferie, perché intervenga per evitare questo scempio, non fosse altro perché il Municipio 2 maggiormente colpito, è retto proprio da un presidente leghista».

Si tratta di Samuele Piscina, che giustifica la linea di Lega-M5S. Premette di «non poter essere che infelice del rinvio di un anno dei lavori nel quartiere Adriano» ma «la scelta era o il rinvio o l'affossamento del piano periferie a causa dei pasticci del Pd che ha fatto una norma dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale lo scorso aprile su ricorso della Regione Veneto. Il bando periferie sarebbe intervenuto in settori di competenza concorrente delle Regioni senza prevedere alcun loro coinvolgimento». Per salvare fondi e progetti continua «il nuovo governo ha deciso di presentare un emendamento al fine di usare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018/19 non solo per alcuni enti locali ma per tutti e salvando i primi 24 progetti che erano immediatamente esecutivi. C'è stato un voto all'unanimità, anche da Pd e Fi perchè era l'unica via percorribile». E accusa la giunta Sala che ha «tergiversato, dopo anni non ha ancora in mano i progetti esecutivi che avrebbero permesso l'avvio immediato dei lavori. Ho comunque sentito i parlamentari e prima del passaggio alla Camera a settembre se possibile il testo sarà migliorato». E il capogruppo e deputato della Lega Alessandro Morelli avverte: «Il Pd fa il piangina sapendo bene che i fondi per le periferie milanesi ci sono e a questi vanno aggiunti un miliardo di euro per i Comuni che il Governo ha sbloccato dal Patto di Stabilità. Sala coi governi amici era abituato a stare su un piedistallo».

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