Codia e la Panziera completano il Triplete europeo

Codia e la Panziera completano il Triplete europeo
10 Agosto Ago 2018 10 agosto 2018

Trionfo da outsider nei 100 delfino e 200 dorso. Gabrielleschi d'argento, bronzo Vergara-Castiglioni

È festa grande nell'ultima giornata degli Europei di nuoto. Non solo Simona Quadarella, l'Italia vincente delle bracciate ha i volti gioiosi e di felicità pura di due ragazzi del Nord Est, un friulano e una veneta, capaci di lasciare tutti a bocca aperta e di portarsi a casa un titolo continentale quanto mai inaspettato. Incredibile. Pazzesco.

Ci ha pensato Piero Codia a sorprendere, meglio a scioccare la Tollcross International Swimming Centre di Glasgow. Da quella corsia otto, e cioè quella riservata al nuotatore con il peggior tempo di ingresso alla finale, ma anche la stessa corsia che ha lanciato sul terzo gradino del podio dei 200 farfalla da ripescato il classe 2001 Burdisso, Codia è una scheggia impazzita. Partito alla garibaldina, da tutto o niente, con un passaggio irreale a metà gara che sorprende gli altri sette finalisti dei 100 delfino, il 28enne nuotatore triestino dell'Aniene riesce a conservare il suo vantaggio fino all'ultimo metro e, di fatto, scrive una nuova pagina di storia del nuoto italiano.

È un favoloso oro, per non parlare del tempo, il 5064 che è record italiano e che abbatte il 5109 nuotato dallo stesso Codia un anno fa ai Mondiali. Un crono stratosferico, il quarto mai nuotato da un europeo e tra le dieci prestazioni mondiali di sempre, nonché secondo tempo al mondo stagionale dietro l'astro nascente Dressel. «Sono uno di poche parole si racconta Codia - dopo la brutta semifinale volevo riscattarmi. Ho dato tutto e ho vinto. Non ci credo». Il suo risultato è storico: prima di ieri, infatti, in questa specialità l'Italia aveva vinto una sola medaglia, il bronzo di Rivolta a Debrecen 2012, che poi è l'altra rassegna da record che ha visto l'Italnuoto vincere 6 ori come a Glasgow. Ma in Scozia sono arrivate 4 medaglie in più. Capolavoro.

Altra prestazione mostruosa è quella di Margherita Panziera, 22 anni da Montebelluna. Una cavalcata trionfale nei 200 dorso. Dalla prima all'ultima delle quattro vasche, la sua nuotata a dorso è una sinfonia strabiliante, un mix di potenza e leggiadria, pura danza in acqua. Tanto che l'azzurra frantuma di un secondo il proprio primato italiano (2'06''18 contro il 2'0716 stabilito appena un mese fa al Settecolli). E anche in questo caso, al pari di Piero Codia, Margherita entra di diritto nella storia. Perché mai l'Italia aveva vinto l'oro in questa specialità. Una sola medaglia, prima di ieri, conquistata da Lorenza Vigarani, argento a Sheffield nel 1993, poi basta. Venticinque anni di attesa, per un trionfo ancora più emozionante. Ne è valsa la pena attendere tutto questo tempo. «Questa gara l'aspettavo da mesi, ormai», non sta nella pelle l'atleta delle Fiamme Oro e dell'Aniene. «È stato bellissimo e sapevo che potevo fare bene. Ma se penso che l'anno scorso a Budapest facevo 2'094 e adesso ho fatto 2'061... Non ci credo ancora».

Una giornata finale storica, dunque, che ha visto al mattino Giulia Gabrielleschi mettere al collo l'argento nella 10 km di fondo e, al pomeriggio, in piscina, anche due lombardi sul podio: il 21enne milanese Andrea Vergani, alla prima grande rassegna internazionale, ha messo al collo il bronzo nei 50 stile; Arianna Castiglioni, 20enne bustocca, dopo il bronzo nei 100 rana ha fatto il bis nei 50. Una pioggia di medaglie.

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