Uno sport capace sempre di rinnovarsi

Uno sport capace sempre di rinnovarsi
10 Agosto Ago 2018 10 agosto 2018

Ragazzi non scherziamo, qui c'è da montarsi la testa. Il nuoto italiano ha fatto un pieno di podi come mai gli era successo

Che sbronza di medaglie! Ragazzi non scherziamo, qui c'è da montarsi la testa. Il nuoto italiano ha fatto un pieno di podi come mai gli era successo, ma c'è di più e di meglio. La new generation ha prodotto la nuova signora delle piscine e una serie di ragazzi dalla faccia spavalda e la voglia di lanciare il cuore oltre l'ostacolo. Si dirà: i campionati europei autorizzano a sperare sulla lunga distanza? Il mondo del nuoto è più vasto, d'accordo. Ma la vecchia Europa dice sempre la sua. Dunque Benvenuta alla nuova Italia che, dopo essersi aggrappata alle fantastiche cavalcate di Federica Pellegrini, e negli ultimi anni alla lena da fachiro di Greg Paltrinieri, ora sfoggia sorrisi di facce nuove, talenti che non hanno fallito l'appuntamento ed altri che hanno lasciato intuire le potenzialità. Italia a trazione rosa, visti i quattro ori femminili: i tre della Cannibale Quadarella e quello di miss sorriso Margherita Panziera. Sorpasso del nuoto in rosa rispetto a Debrecen 2102 quando gli ori furono sei come stavolta, ma a trazione maschile: Paltrinieri, Magnini, Scozzoli, Fede Pellegrini e due staffette.

Oggi Quadarella tira il gruppo ma gli ori di Panziera, Codia e Miressi suonano come un allegro leit motiv che rischia di accompagnarci nel tempo. Non va dimenticato che un ragazzo del 2001 (Burdisso) è andato a medaglia, due tipi tosti, come Codia e il ragazzino Burdisso, si sono infilati in finale come i cenerentoli della compagnia. C'è qualcosa di nuovo in questo nuoto, forse di antico se andiamo a risfogliare la storia dell'ultimo ventennio. Si intravede l'eterna ricerca del ricambio. Poi non sono state sempre rose. Ma il nuoto avanza, cammina, ci prova con la stessa logica: cerca, sperimenta, spinge i tecnici a non dormire sugli allori. Ci sono ancora dei buchi (la specialità dei misti), serve una vera erede della Pellegrini nelle gare veloci dello stile libero. Però una pioggia d'oro gratifica, esalta, talvolta illude. E non serve l'ombrello, come per una pioggia di rimorsi e delusioni. In Italia, vedi l'atletica, c'è chi potrebbe spiegare la differenza. E allora nuota che ti passa.

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