Usa, tragedia: giovane muore annegato in sfida a trattenere fiato

Usa, tragedia: giovane muore annegato in sfida a trattenere fiato
10 Agosto Ago 2018 10 agosto 2018

La sfida a trattenere il fiato aveva visto partecipare 15 ragazzi, tuttavia nessuno si è accorto della mancanza di Zack: quando ciò è accaduto era ormai troppo tardi

Un gioco finito male, quello che ha portato alla morte del 23enne Zack Bunsa, residente a Basling Ridge nel New Jersey (Usa).

Lo scorso sabato il giovane si trovava in una località nei pressi del lago Sinclair per festeggiare un addio al celibato insieme al fratello e ad alcuni altri amici. A qualcuno dei partecipanti ad un certo punto viene l’idea di proporre un gioco per animare la serata. I partecipanti, una quindicina in tutto, si sarebbero sfidati trattenendo il fiato sott’acqua: il vincitore sarebbe stato l’ultimo a riemergere.

Tutti hanno portato a termine la loro sfida, tranne Zack, che non è più riemerso. Nonostante che i ragazzi fossero numerosi, tuttavia, nessuno si è reso conto che il 23enne mancava all’appello, pertanto sono rientrati all’interno della casa in cui erano ospiti. È solo una volta giunti qui che i partecipanti hanno ravvisato la mancanza del loro compagno, che subito si sono affrettati a cercare, ripresentandosi nuovamente sulle sponde del lago. Il giovane è stato rinvenuto, privo di sensi, a circa 2 metri di profondità, tuttavia era ormai troppo tardi per cercare di soccorrerlo. Ci ha provato un poliziotto allertato per telefono: 15 lunghi minuti di rianimazione cardio-polmonare risultati purtroppo vani. Neppure l’arrivo sul posto dei paramedici è riuscito a sortire alcun effetto, il giovane era ormai spirato.

Completamente sotto choc la famiglia, ma in particolar modo gli amici che erano con lui al momento della tragedia, che non si sono resi conto delle difficoltà in cui si era venuto a trovare il loro compagno durante la sfida. Zack, a breve distanza dagli altri, era stato vittima di un malore che lo ha portato a svenire e quindi a morire annegato. Sarà dura, per i ragazzi, convivere con questa consapevolezza.

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