In trasferta a Milano per imbrattare la metro: incastrati writer spagnoli

In trasferta a Milano per imbrattare la metro: incastrati writer spagnoli
11 Agosto Ago 2018 11 agosto 2018

Perquisite le case di 11 graffitari, trovati i video e le foto dei loro blitz in tutta Europa

In trasferta a Milano da tutta Europa per imbrattare e «taggare». Difficili da identificare e perseguire, se non colti sul fatto. Gli 11 writer spagnoli perquisiti nel loro Paese la mattina del 7 agosto dalla polizia locale milanese e dalla policia national iberica facevano turismo vandalico verso l'Italia. Come molti graffitari che girano il continente imbrattando treni, metropolitane, edifici. Un'altra costante sono i video che realizzano per documentare le proprie imprese sui social network e farsi pubblicità nella comunità dei writer.

Proprio da un lungo lavoro di ricerca tra le migliaia di immagini trovate online gli agenti del Nucleo tutela decoro urbano dei vigili sono arrivati a individuare gli 11 spagnoli. Avevano colpito quattro volte tra il 2017 e il 2018 a Milano, meta molto ambita con la sua metropolitana per farsi un nome nel giro. Le perquisizioni dell'«operazione Milano», come è stata chiamata in Spagna, ordinate dal pm Elio Ramondini, sono state fatte tra Madrid, Valencia e altre città. È la seconda volta che gli inquirenti milanesi collaborano con i colleghi stranieri a livello internazionale. Dopo una prima operazione nel 2017 in cui vennero perquisiti quattro graffitari in Austria e Germania, in città si è registrato un netto calo dei writer di lingua tedesca.

I writer spagnoli, tutti tra i 20 e i 25 anni, sono indagati in quattro diversi procedimenti penali milanesi nati da altrettanti interventi in flagranza della polizia locale. Per trovarli sono stati utili i tabulati telefonici, le informazioni della polizia iberica e quelle trovate sui social. Nelle loro case sono stati sequestrati computer, macchine fotografiche, hard disk, 17 telefoni cellulari, 200 bombolette spray. Il materiale è una fonte ricchissima di filmati e foto delle incursioni messe a segno dagli imbrattatori. C'erano anche quattro album fotografici con tanto di date e luoghi relativi a ogni blitz in diverse città europee. Uno dei gruppi individuati era arrivato a Catania e aveva risalito l'Italia realizzando graffiti a Bari, Napoli, Roma, Bologna e appunto Milano. Ora le prove raccolte verranno condivise con le autorità estere e nazionali dei luoghi toccati dagli indagati. In questo modo sarà possibile ricostruirne l'intera carriera e non più perseguirli solo per singoli episodi.

«L'operazione - spiega il comandante della polizia locale Marco Ciacci - è frutto di una efficiente collaborazione internazionale tra forze di polizia e Procure che, sfruttando i nuovi strumenti messi a disposizione dalle recenti innovazioni in tema di indagini sovranazionali, garantirà una sempre più fluida circolazione di informazioni. Ciò permetterà, anche in questo campo caratterizzato dal continuo movimento da un Paese all'altro dei vandali, di porre un freno a questi attacchi». Ciacci ha inoltre sottolineato la collaborazione con Atm nel contrasto agli atti vandalici. E il vicesindaco Anna Scavuzzo: «A Milano e in altre città italiane si sono registrati molteplici attacchi da parte di gruppi di writer spagnoli, nell'ambito di veri e propri tour all'insegna della realizzazione di imbrattamenti che hanno provocato danni per decine di migliaia di euro ad Atm, Trenitalia e Trenord. Si tratta di una moda che ha conseguenze dannose per la collettività e per il decoro della nostra città».

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