Piastrelle di Stato: Ceramiche Ricchetti passa al fondo di Cdp

Piastrelle di Stato: Ceramiche Ricchetti  passa al fondo di Cdp
11 Agosto Ago 2018 11 agosto 2018

QuattroR rilancerà il gruppo emiliano finito in rosso e indebitato. In arrivo un'Opa

Cassa Depositi e Prestiti rileva con il fondo QuattroR il controllo di Ceramiche Ricchetti e prepara l'Opa sulla regina dei prodotti di grès porcellanato che ha i conti in rosso ed è molto indebitata. L'investimento per Cdp dovrebbe aggirarsi attorno ai 26 milioni.

La nota diffusa ieri mattina dalla società di Modena e dagli acquirenti sottolinea che l'operazione è volta «a supportare il rilancio della società e ad assicurare il rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale della stessa». Il prezzo offerto ha suscitato sul mercato qualche interrogativo. L'acquisto valuta l'azienda presieduta da Andrea Zannoni 0,215 euro per azione, pari a 17,5 milioni circa, un prezzo in apparenza inferiore rispetto alla media ponderata degli ultimi dodici mesi richiesta dall'articolo 106 del Tuf (il Testo Unico della Finanza). Per quanto Ceramiche Ricchetti sia lontano dai massimi storici raggiunti a 7 euro nel 1998, negli ultimi dodici mesi si è mantenuta sopra quota 0,22 euro, con due sole rapide discese a 0,21 euro. Intanto, in Piazza Affari le azioni hanno fatto scintille: +8% a 0,228 euro con volumi da brivido (sono passati di mano oltre 668mila titoli rispetto a una media giornaliera di 57mila).

L'operazione vede in prima linea QuattroR sgr che investirà parte della dotazione del suo fondo di 711 milioni nella società della famiglia Zanoni (oggi al 62,44% del capitale detenuto tramite Fincisa e Ceramiche Industriali di Sassuolo e Fiorano). La sgr è partecipata al 40% dalla Cdp mentre al fondo promosso dalla società guidata da Fabrizio Palermo per «valorizzare importanti realtà dell'industria italiana in situazioni di temporanea tensione finanziaria» concorrono anche Inail, Inarcassa e Cassa Forense. Un portavoce di QuattroR ha poi confermato che la maggior parte del capitale apportato al fondo è stata resa disponibile dalla Cdp.

Più in dettaglio si prevede la costituzione di un veicolo (newco) capitanato appunto da QuattroR (con il 65,8% del capitale) a cui sarà conferita l'attuale quota di controllo dalla famiglia Zannoni che rimarranno comunque nella società (con il 34,2% della newco). Le parti si sono legate a un patto parasociale triennale e si sono impegnate a investire fino a un massimo di 40,45 milioni nella società: i fondi saranno destinati all'Opa e al piano industriale «in lavorazione». Passati i primi tre anni dall'accordo, la famiglia Zannoni potrà vendere la propria quota «previa offerta in prelazione della stessa a QuattroR». Ceramiche Ricchetti affonda le proprie radici nella Emilia Romagna del dopoguerra quando c'era un intero Paese da ricostruire. Il gruppo, nato dalla aggregazione di numerose realtà del settore, conta oggi su sette stabilimenti produttivi (ma solo uno entro i confini nazionali), 23 show room a gestione diretta, 1055 dipendenti (di cui 314 in Italia) oltre che su un nutrito elenco di brand della piastrella, compresi alcuni nomi del lusso made in Italy tra cui Cerdisa, Manifattura Del Duca e Roberto Cavalli. La recessione e la crisi del settore immobiliare non hanno però fatto sconti nonostante Ceramiche Ricchetti generi oltreconfine l'80% delle vendite. La società ha chiuso l'ultimo bilancio con un giro d'affari di 162 milioni di fatturato (-1,8%), un margine operativo lordo consolidato negativo per un milione (da un dato positivo di 0,7 milioni nel 2016), un risultato operativo in rosso per 10 milioni (da -8,4 milioni di euro) e una perdita netta di 12,1 milioni (dai 9,9 del 2016). Su Ceramiche Ricchetti pesa infine un debito per 89,8 milioni in aumento dagli 86,9 milioni del 2016.

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