Sottomarino lanciamissili Usa intercettato dai russi nel Mediterraneo

Sottomarino lanciamissili Usa intercettato dai russi nel Mediterraneo
11 Agosto Ago 2018 11 agosto 2018

La Fregata missilistica russa Admiral Essen avrebbe intercettato il sottomarino classe Ohio SSGN USS Georgia

Un sottomarino lanciamissili a propulsione nucleare della Marina Militare degli Stati Uniti, sarebbe stato intercettato lo scorso aprile nel Mar Mediterraneo da una fregata russa. L’episodio è stato diramato poche ore fa da Izvestia. La US Navy non commenta.

L’intercettazione

Izvestia cita come fonte l’Ammiragliato russo. Il sottomarino classe Ohio sarebbe stato intercettato dalla fregata missilistica Admiral Essen della classe Admiral Grigorovich Progetto 11356 inquadrata nella Flotta del Mar Nero. La Admiral Essen è stata schierata a supporto della Flotta da Guerra del Mar Mediterraneo fino al 30 giugno scorso, dopo aver lasciato il porto di Sebastopoli il 13 marzo. L’intercettazione del sottomarino strategico statunitense sarebbe avvenuta lo scorso aprile nel Mar Mediterraneo. I russi affermano di aver rilevato e monitorato per due ore l’unità della classe Ohio

“La Admiral Essen ha mantenuto un contatto costante con l’unità statunitense, registrando i parametri di base del sottomarino a propulsione nucleare classe Ohio. I dati saranno decifrati per aggiornare il profilo acustico del sottomarino americano”.

Quale sottomarino hanno intercettato i russi?

Sappiamo che lo scorso aprile, in piena crisi siriana, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump schierò nel Mar Mediterraneo il Gruppo da Battaglia della portaerei classe Nimitz USS Harry S. Truman. La Truman trasportava nove squadroni del Carrier Air Wing One. Il vettore era scortato dall’incrociatore lanciamissili classe Ticonderoga USS Normandy (CG-60) e dalle cacciatorpediniere USS Bulkeley (DDG 84), USS Forrest Sherman (DDG-98) e USS Farragut (DDG-99) della classe Arleigh Burke. Del Gruppo da Battaglia faceva parte anche la capofila della classe USS Arleigh Burke (DDG-51). La capacità Tomahawk complessiva della flotta di superficie del Gruppo da Battaglia della Truman era di 506 missili. La portaerei USS Harry S. Truman era scortata da uno o due sottomarini d’attacco a propulsione nucleare classe Los Angeles, ognuno armato con dodici celle VLS. Schierato anche il sottomarino d’attacco a propulsione nucleare classe Virginia Block III USS John Warner (SSN-785).

Nel Mediterraneo, infine, anche il sottomarino a propulsione nucleare classe Ohio SSGN USS Georgia (SSGN 729). L’USS Georgia era equipaggiato con sette lanciatori verticali per missili da crociera convenzionali con una capacità massima di 154 Tomahawk. Un sottomarino a propulsione nucleare classe Ohio SSGN potrebbe lanciare in immersione tutti i suoi 154 missili Tomahawk in soli sei minuti.

In base ai dati in nostro possesso, la Admiral Essen avrebbe quindi intercettato il sottomarino a propulsione nucleare classe Ohio SSGN USS Georgia (SSGN 729).

Russia: “Catturato squalo d’acciaio”

I russi utilizzano la frase “стальную акулу” che possiamo tradurre in squalo d’acciaio per descrivere la procedura di intercettazione dei sottomarini americani. Gli emblemi non ufficiali delle forze antisom russe raffigurano gli squali catturati dagli uccelli o trafitti dagli arpioni.

Le giuste definizioni

La designazione Nato per i sottomarini d’attacco Progetto 971 Ščuka-B è Akula (акулу) cioè squalo. Sappiamo che per identificare lo standard dei sottomarini Progetto 971M, la Marina russa ha sfruttato la designazione Nato coniando il termine non ufficiale "Суперакулы", Super Akula. A loro volta i russi utilizzano la parola Akula per descrivere i sottomarini strategici Progetto 941, designazione Nato Typhoon.

Russia: Fregata missilistica classe Admiral Grigorovich

La classe Admiral Grigorovich, progetto 11356, è in costruzione. Le fregate missilistiche attualmente in servizio sono la capofila Admiral Grigorovich, la Admiral Essen e la Admiral Makarov. Risultano in costruzione la Admiral Butakov e la Admiral Istomin. Non ancora avviato il cantiere per l’ultima unità, la Admiral Kornilov. Sono progettate per operare nel Mar Nero e nel Mar Mediterraneo. Per la flotte del Nord e del Pacifico, l'Ammiragliato russo predilige la classe Admiral Gorshkov Progetto 22350. Le navi da guerra della classe Admiral Grigorovich hanno un dislocamento di 4.000 tonnellate, una velocità di 30 nodi per pattugliamenti di 30 giorni. Si basano sulla tecnologia modulare utilizzata per le fregate indiane costruite in Russia, la classe Talwar. Da queste ultime ereditano le caratteristiche stealth dello scafo per ridurre la RCS e gli accorgimenti per ridurre la segnatura acustica. Sono equipaggiate con i nuovi sistemi modulari di difesa aerea Shtil, ritenuti in grado di intercettare diverse minacce stratificate. Il 31 maggio dello scorso anno la fregata missilistica Admiral Essen classe Admiral Grigorovich ed il sottomarino Krasnodar classe Varshavyanka, hanno lanciato quattro missili da crociera Kalibr contro obiettivi localizzati fuori la città siriana di Palmira. I missili da crociera sono stati lanciati dal Mediterraneo orientale. Il Krasnodar (quarto sottomarino classe Varshavyanka), ha lanciato in immersione. Tutti gli obiettivi sono stati distrutti. Si è trattato del battesimo del fuoco per entrambe le unità.

Stati Uniti: Sottomarino balistico a propulsione classe Ohio

La classe Ohio era stata inizialmente concepita come un semplice aggiornamento della classe Lafayette. Tuttavia la US Navy, decise di realizzare un nuova classe sfruttando i progressi ottenuti nella silenziosità della propulsione nucleare e con il nuovo reattore S5G (oggi S8G). Lungo 560 piedi ed in grado di ospitare due file di dodici Trident C-4 (successivamente D-5), il sottomarino classe Ohio è stato costruito in acciaio HY-80. Ha un dislocamento in immersione di 18.750 tonnellate ed ha velocità operativa superiore ai venti nodi. Ogni Ohio della flotta trascorre il 66 per cento del suo tempo in mare: dispone di due equipaggi di 154 unità (Gold and Blue), che si alternano in pattugliamenti di settanta / novanta giorni. Il servizio operativo attuale dei 14 boomer costa alla Marina USA 110 milioni di dollari l’anno ad unità. Ogni nove anni viene effettuata una ristrutturazione di dodici mesi. Gli Ohio, unica classe americana a svolgere pattugliamento deterrente, andranno in pensione al ritmo di uno all’anno a partire dal 2029, quando raggiungeranno la fine della loro vita operativa di 42 anni.

L'architettura strategica della US Navy

L’attuale flotta dei sottomarini balistici USA è composta da 14 sottomarini armati con i Trident II D5. Nove boomer sono schierati a Bangor, Washington, per pattugliare l'Oceano Pacifico: USS Henry M. Jackson (SSBN 730), USS Alabama (SSBN 731), USS Nevada (SSBN 733), USS Pennsylvania (SSBN 735), USS Kentucky (SSBN 737), USS Maine (SSBN 741) ed USS Louisiana (SSBN 743). Cinque sottomarini strategici sono schierati a Kings Bay, in Georgia, per le operazioni nell'Atlantico: USS Alaska (SSBN 732), USS Tennessee (SSBN 734), USS West Virginia (SSBN 736), USS Maryland (SSBN 738), USS Rhode Island (SSBN 740) e l’USS Wyoming (SSBN 742).

Quattro dei diciotto Ohio, l’USS Ohio (SSGN 726) e l’USS Michigan (SSGN 727) con sede a Bangor, l’USS Florida (SSGN 728) e l’USS Georgia (SSGN 729) a Kings Bay, sono stati riconvertiti nel 2003 per lanciare missili Tomahawk. Secondo il concetto della ridondanza Usa, da quattro a sei sottomarini Ohio, intesi anche come boomer, sono sempre in mare a copertura di potenziali obiettivi.

Le linee d'attacco degli Ohio

La linea leggera di attacco è formata da 506 testate W76/Mk4A da 100 kt. La linea pesante da attacco è formata da 384 testate pesanti W88 / MK5 da 455 kt. Il tempo necessario per lanciare un attacco nucleare è stimato in otto / dodici minuti. In base alla riduzione dell’arsenale strategico previsto dalla precedente Nuclear Posture Review, ogni sottomarino classe Ohio trasporta venti missili Trident II per quattro-cinque testate a rientro multiplo indipendente. Tuttavia, ogni missile potrebbe trasportarne fino ad un massimo di otto per 160 testate a rientro multiplo indipendente lanciate da un solo sottomarino classe Ohio. In base alla configurazione, ogni sottomarino Ohio ha un potenza che oscilla dai 19,2 ai 91,2 megatoni. I Trident II D5, diversamente dalla linea strategica fissa simmetrica Minuteman, non sono pre-programmati. Le coordinate possono essere rapidamente assegnate dal National Military Command Center. Ogni Ohio della flotta trascorre il 66 per cento del suo tempo in mare: dispone di due equipaggi di 154 unità (Gold and Blue), che si alternano in pattugliamenti di settanta / novanta giorni. Il servizio operativo attuale dei 14 boomer costa alla Marina USA 110 milioni di dollari l’anno ad unità. Ogni nove anni viene effettuata una ristrutturazione di dodici mesi. Gli Ohio, unica classe americana a svolgere pattugliamento con armamento nucleare, andranno in pensione al ritmo di uno all’anno, a partire dal 2029, quando raggiungeranno la fine della loro vita operativa di 42 anni.

La super spoletta

La letalità è stimata in base alla distanza tra il bersaglio e l'effettivo punto d'impatto. I missili non dotati del nuovo meccanismo di detonazione, non garantiscono una accurata precisione nel colpire i bersagli. Motivo per cui è necessario, specialmente contro bersagli corazzati, lanciare diverse testate a rientro multiplo indipendente contro un singolo target. La detonazione della super spoletta è programmabile grazie ad un processo di calibrazione automatizzato. La super spoletta migliora notevolmente la possibilità che la testata possa detonare all'interno dell’area ottimale, lethal volume, per cancellare il bersaglio. Di conseguenza, i boomer di oggi sono molto più letali di quanto non lo fossero in precedenza. Soltanto dieci anni fa, soltanto il 30 per cento delle testate dei sottomarini degli Stati Uniti avrebbe distrutto i bersagli corazzati. Oggi, tale stima è portata dall’86 al 99%. La super spoletta, quindi, triplica la potenza della forza nucleare raggiungendo la certezza della distruzione del bersaglio. Ne consegue che tutti i principali asset a maggior rendimento (come la W88 / MK5 ad esempio), precedentemente assegnati contro gli obiettivi corazzati, possono ora essere riprogrammati contro altri bersagli, lasciando alle testate W76 basate sui sottomarini tali compiti.

La finestra temporale per ordinare una rappresaglia è di pochi minuti, considerando l’essenza stessa dell’attacco preventivo. La Russia non dispone di un sistema geostazionario di preallarme a raggi infrarossi. Soltanto due dei dodici satelliti che comporranno la futura costellazione di preallarme sono stati messi in orbita. Mosca si affida principalmente sui radar di allarme precoce terrestri per rilevare un attacco missilistico statunitense. Dal momento che questi radar non riescono a vedere oltre l'orizzonte, la Russia avrebbe poco meno di 15 minuti per rilevare le testate in arrivo. Il tempo di preallarme stimato per gli Stati Uniti per rilevare un attacco preventivo russo è di circa trenta minuti. L’incapacità russa di monitorare e validare dallo spazio i possibili lanci con brevissimi tempi di avvertimento e la crescente capacità d’attacco degli Stati Uniti, potrebbe profondamente destabilizzare la situazione nucleare strategica.

Distruggere i silos della Russia

Il programma super spoletta è tecnicamente noto come Arming, Fuzing and Firing (AF&F) system. La spoletta MC4700 rientra nel programma Life-Extension W76 destinato a prolungare la durata della W76 fino al 2080. La NNSA/DOE ha costruito 1.600 W76-1 / Mk4A secondo i tempi stabiliti. 506 testate da 100 Kt sono attualmente schierate sui boomer. Nel caso di un attacco preventivo, solo una parte della forza W76 sarebbe necessaria per eliminare gli ICBM terrestri russi schierati in linea simmetrica fissa. Approssimativamente, i sottomarini balistici trasportano oggi 890 testate. Da rilevare che oltre alle 506 testate W76/Mk4A (linea morbida di attacco), gli Stati Uniti hanno in mare altre 384 testate pesanti W88 / MK5 da 455 kt.

In caso di attacco, contro i 136 silos russi verrebbero rivolte due W76-1 equipaggiate con le super spolette per un totale di 272 testate, pari al 54% dell’inventario strategico in mare. Le 234 W76/Mk4A restanti sarebbero indirizzate contro altre installazioni. I missili Trident II trasportano mediamente una media di quattro-cinque W76-1 testate ciascuno. Tuttavia, ogni missile potrebbe trasportarne fino ad un massimo di dodici. Le 384 testate pesanti W88 da 455 kt, colpirebbero altri bersagli (come le foreste) così come le altre 400 testate dei Minuteman III da 300 kt (posti comando). Ad oggi, l’intera forza strategica russa terrestre fissa (basata su silo) verrebbe distrutta con il 21% delle testate americane. I bunker progettati per ospitare la leadership russa in caso di attacco nucleare, profondamente sepolti nel terreno, verrebbero colpiti esclusivamente da diverse testate ad alto rendimento.

Stati Uniti: testata W76-1 / Mk4A da 100 kt

Il significativo incremento della capacità della testata W76-1 / Mk4A per distruggere bersagli corazzati come gli ICBM russi nei silos, deriva da un semplice fattore fisico legato alla quota della detonazione. L’area sopra il bersaglio, nota come un lethal volume, richiede una detonazione ad un’altitudine appropriata per distruggere il target. Gli Stati Uniti hanno schierato la testata W76 nel 1978.

Gli studi per migliorare la precisione della testata W76 sono stati avviati nel 1994. A quel tempo, le testate W76 / Mk4 avevano una spoletta a quota fissa: non poteva essere regolata. Con quelle spolette, i missili lanciati da sottomarini strategici sono stati principalmente destinati contro obiettivi più morbidi come le basi militari. Le nuove spolette a quota regolabile, raggiungono significative capacità contro obiettivi corazzati per un minore numero di testate richieste. La W76-1 / Mk4A ha una capacità di detonazione flessibile ed è in grado di esplodere a qualsiasi quota all'interno dell’area letale di un bersaglio. La super spoletta è progettata per calibrare la sua altitudine in fase di stabilizzazione e discesa dall’atmosfera, modificando gli errori di traiettoria. Questa nuova funzionalità ha rimodulato l’intera postura strategica dell’attacco preventivo Usa. L'esercito degli Stati Uniti implementerà tali capacità nei propri ICBM terrestri nel corso dei prossimi due decenni.

Stati Uniti: testata a basso rendimento W76 Mod 2/ Mk4A

La testata termonucleare W76-2 non viola alcun trattato di controllo sulle armi nucleari ne aumenterò l'inventario delle scorte strategiche. L'amministrazione Trump intende modificare una testata esistente ad alto rendimento risalente agli anni '70 e riconvertirla in un sistema "depotenziato". Nello specifico, la testata W76 Mod 2/Mk4A sarà configurata per una singola detonazione primaria rispetto al doppio evento esplosivo previsto negli asset termonucleari. L'amministrazione Trump ha richiesto ulteriori 23 milioni di dolalri per testare in volo la testata a basso rendimento. I test di volo si svolgeranno con testate senza materiale fissile.

Che potenza avrà la testata W76-2?

Ad oggi il dato resta classificato, ma si stima una potenza di 5/6 ​​chilotoni. Se la testata fosse a potenza scalare, la potenza minima sarebbe di 1/2 chilotoni. Secondo il Pentagono "la testata a basso rendimento SLBM garantirà un’opzione di risposta rapida, con tale capacità contrasteremo ogni percezione errata di un gap sfruttabile nella deterrenza regionaleil limitato impiego nucleare non offrirà alcun vantaggio sfruttabile dalla Russia".

Linea d'attacco a basso rendimento: Un dettaglio non indifferente

Ogni sottomarino classe Ohio trasporta venti missili Trident II D5 per quattro-cinque testate a rientro multiplo indipendente. In realtà gli Ohio possiedono una quadrupla linea d'attacco che dipende dalla resa esplosiva e dal numero delle testate trasportate. Ogni Trident II D5 potrebbe trasportarne fino ad un massimo di otto testate per 160 testate a rientro multiplo indipendente. In base alla configurazione d'attacco leggera (I-II) e d'assalto pesante (I-II), ogni sottomarino Ohio ha un potenza che oscilla dai 19,2 ai 91,2 megatoni. Tuttavia se un Trident venisse armato con otto testate W76-2 da 6 Kt avremo una resa esplosiva di 48 Kt, più del doppio degli ordigni di Hiroshima e Nagasaki.

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