"Uniti contro le bufale" Appello della scienziata distrutta dalle fake news

Uniti contro le bufale Appello della scienziata distrutta dalle fake news
11 Agosto Ago 2018 6 giorni fa

La virologa Capua chiama a raccolta i suoi colleghi. Fu travolta dalle false accuse dei 5s

Nei giorni delle feroci polemiche su vaccini, riemergono i paradossi di una storia fatta di accusati e accusatori, di ascese e «discese» parallele, di verità e fake news, di scienza e faciloneria. Era l'aprile del 2014 quando il Movimento Cinque Stelle a gran voce pretendeva le dimissioni di Ilaria Capua, la pluripremiata virologa di fama internazionale, dal suo scranno di Montecitorio. Alessandro Di Battista lanciava i suoi strali con l'hasthag #arrestanovoi, anche se l'allora deputata di Scelta Civica mai è stata arrestata ma solo indagata prima di essere prosciolta da ogni accusa nell'indagine su un presentato traffico internazionale di virus rivelatosi privo di fondamento. Quattro anni dopo, da oltreoceano, dove si è trasferita nel 2016 per dirigere il Centro di Eccellenza dell'Università della Florida e per emigrare da un Paese da cui è stata ferita, la scienziata lancia un appello alla comunità scientifica internazionale: dal Journal of Virology lei, che più di altri ne è stata vittima, chiede di «fermare le fake news» che come «un'epidemia» stanno minando la ricerca.

Il manifesto arriva mentre nella sua Italia imperversa lo scontro sui vaccini, e quegli stessi grillini che allora la attaccavano in Parlamento, oggi governano. E mentre al ministero della Sanità siede proprio una di loro, Giulia Grillo, che nella scorsa legislatura aveva firmato una proposta di legge che citava «recenti studi» su un presunto legame tra vaccini e autismo, già bollati dalla comunità scientifica come fake news. Quella stessa ministra da deputata, subito dopo la notizia dell'inchiesta, aveva rilanciato le accuse alla Capua: «La grande truffa del traffico di virus per vendere i vaccini», twittava nell'aprile 2014, con link al blog del Movimento dove veniva spiegato il presunto raggiro. Quella truffa non c'è mai stata, ma il sospetto ha comunque «distrutto la carriera» della Capua costringendola ad andarsene. Senza citare il governo sotto assedio per il dubbio emendamento che ha rinviato di un anno per nidi e materne l'obbligo di presentare la certificazione delle avvenute vaccinazioni, la ricercatrice mette in guardia la comunità scientifica dal «vento dell'anti-scienza che sta soffiando sulle coste dell'Atlantico come su quelle del Pacifico», dai pericoli «dell'ascesa dei populismi e l'alba dell'era della post-verità». Un'era in cui vincono «soluzioni super-semplificate di problemi complessi» e sui social viaggiano «sensazionalismi e le opinioni finiscono per contare più dei fatti».

Vaccini, ma non solo. Anche cure, terapie, diagnosi: «L'attacco all'autorevolezza della scienza non è un problema soltanto italiano, e non è diverso da qualsiasi altra epidemia causata da virus». Per questo, dice la Capua «dobbiamo essere vigili e preparati» ad affrontare un tempo in cui «competenza e verità non hanno valore». Eppure sul tema della profilassi la scienziata due mesi fa aveva già espresso timore, in un'intervista al Corriere, per uno «zoccolo di anti scientificità» resistente in Italia: «Dobbiamo distinguere le discussioni oneste da quelle strumentali, e scorrette, di chi cerca di fare presa sulle persone sfortunate che, ad esempio, si trovano ad avere un bambino autistico. Le vaccinazioni non c'entrano nulla, eppure c'è chi ha continuato a insistere su un presunto legame tra le due cose». Nei giorni scorsi, la fanpage nata su Facebook a sostegno della Capua ha rilanciato questa riflessione polemica di una utente: «Giulia Grillo, attuale ministro della Salute, è una delle persone che hanno accusato la scienziata per traffico di virus. Accusa risultata falsa. La scienziata accusata ingiustamente ha voluto lasciare l'Italia, l'accusatrice è diventata ministro. Della Salute».

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