Giorgetti avverte il governo: "Le élite vogliono farci fuori"

Giorgetti avverte il governo: Le élite vogliono farci fuori
12 Agosto Ago 2018 12 agosto 2018

L'allarme del sottosegretario leghista: "A fine agosto i mercati ci aggredirano come è successo al Cav sette anni fa"

"A fine agosto i fondi speculativi ci aggrediranno, può accadere quello che è successo a Berlusconi sette anni fa. E l’opposizione, in crisi, farà di tutto per saltarci addosso".

Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti lancia l'allarme e in un'intervista a Libero rivela che Palazzo Chigi si prepara all'assedio dei mercati: "L’Europa e le èlite temono questo governo", dice, "Sono preoccupato il giusto, ma l’attacco io me lo aspetto: i mercati sono popolati da affamati fondi speculativi che scelgono le loro prede e agiscono. Abbiamo visto cos’è accaduto a fine agosto nel ’92 e sette anni fa con Berlusconi. Il governo populista non è tollerato. La Ue teme che, se funziona in Italia, altri Paesi possano imitarci".

Per il leghista, l'attacco partirà a fine agosto, alla ripresa dei mercati: "In estate ci sono pochi movimenti nelle Borse, è un periodo propedeutico a iniziative aggressive nei confronti degli Stati, guardi la Turchia", dice, assicurando che il governo è pronto a reagire: "Se arriva il temporale, apriremo l’ombrello", sostiene Giorgetti, "L’Italia è un grande Paese e ha le risorse per reggere, anche grazie al suo grande risparmio privato. Quello che mi preoccupa è che, nel silenzio generale, gran parte del risparmio italiano è stato portato all’estero e quindi la gestione dei nostri titoli non è domestica".

In ogni caso il governo gialloverde "durerà finchè converrà agli italiani": "A Lega e M5S converrebbe tornare al voto subito, incassare il consenso e annientare Pd e Forza Italia, ma noi lavoriamo nell’interesse del Paese, non delle nostre botteghe, per questo credo che l’orizzonte non sarà di breve termine", dice il sottosegretario, "L’accordo è saldo e ne abbiamo dato prova: M5S ci è venuto dietro sull’immigrazione e noi abbiamo tenuto duro sul decreto dignità. È una situazione incredibilmente nuova. Basti pensare che all’inizio tutti erano convinti che la debolezza del governo sarebbe stata la politica estera, che invece si è rivelata il nostro punto di forza".

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