Mattarella a Stazzema. Il sindaco contro Fontana: "Scuse e poi dimissioni"

Mattarella a Stazzema. Il sindaco contro Fontana: Scuse e poi dimissioni
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12 Agosto Ago 2018 12 agosto 2018

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha partecipato alla commemorazione della strage di Sant'Anna di Stazzema. E il sindaco attacca il ministro

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha partecipato alla commemorazione della strage di Sant'Anna di Stazzema. Il Capo dello Stato ha mandato un messaggio chiaro affinché non si ripetano episodi del genere: "In questo giorno di ricorrenza, desidero esprimere il rinnovato dolore per le tante vite innocenti così crudelmente martoriate, e insieme i sentimenti di vicinanza ai familiari delle vittime, ai discendenti, a tutti coloro che oggi partecipano alle celebrazioni di Sant'Anna di Stazzema". Il presidente della Repubblica ha poi mandato un messaggio alle nuove generazioni: "Sta ora al nostro impegno e alle nostre responsabilità, personali e collettive, rafforzare nei tempi nuovi la cultura della vita, la pace tra uomini e popoli liberi, la solidarietà necessaria per dar vita a uno sviluppo davvero condiviso e sostenibile".

Ma la commemorazione dell'eccidio è stata accompagnata anche dalle parole dure che hanno sollevato polemiche del sindaco di Stazzema, Maurizio Verona. Nel corso del suo intervento il primo cittadino ha messo nel mirino il ministro della Famiglia, Fontana: "Il l ministro Lorenzo Fontana venga a Sant'Anna di Stazzema a dire che bisogna togliere le leggi che puniscono i reati contro i sostenitori di razzismi e violenze. Che venga a raccontarlo ad Enrico, Enio, Adele, Cesira, Mauro, Milena, Siria e a tutti gli altri superstiti della strage che hanno visto cadere accanto a loro padri, madri, fratellini e sorelle, che negli anni successivi non hanno più ritrovato amici di scuola e compagni di gioco perché nazisti e fascisti avevano distrutto tutto. Attendiamo le sue scuse e le sue dimissioni". Le parole del sindaco si riferiscono alla proposta del ministro di abolire la legge Mancino. Lo scontro dunque resta aperto.

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