Milano, mistero su uomo trovato in una pozza di sangue, si indaga

Milano, mistero su uomo trovato in una pozza di sangue, si indaga
12 Agosto Ago 2018 4 giorni fa

La vittima presentava una profonda lesione alla testa ed una ferita sulla schiena: solo con l’autopsia si potranno ottenere maggiori indicazioni sulle cause del decesso, vista l’assenza di testimoni e la mancanza di telecamere di sorveglianza nella zona

Misterioso episodio di violenza alle porte della città di Milano. Il fatto, che si è concluso con la morte della vittima, è avvenuto in via Caduti del Lavoro, nella zona di Pioltello, a poca distanza dal capoluogo meneghino.

Alle 19:40 di ieri una donna, uscita per portare a spasso il proprio cane, ha notato un uomo agonizzante, disteso a terra in una pozza di sangue. Immediata la chiamata ai soccorsi, che lo hanno trovato ancora in vita, ma in condizioni molto critiche. Questi aveva infatti una profonda ferita lacero-contusa alla testa, ed in breve tempo è andato in arresto cardiaco. Neppure il celere trasporto in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale “Uboldo” di Cernusco sul Naviglio è servito a salvarlo: l’uomo è spirato poco tempo dopo.

Sono stati i carabinieri della compagnia di Cassano d’Adda, giunti sul luogo dell’incidente con la scientifica, ad occuparsi di identificare la vittima ed avviare le indagini.

Le notizie trapelate inizialmente facevano riferimento ad un nordafricano, mentre nelle ultime ore è emerso che si tratta di un uomo di nazionalità italiana di 42 anni, tra l’altro già noto alle forze dell’ordine per reati di droga, trattandosi di un tossicodipendente.

A quanto pare non vi erano testimoni al momento dell’incidente. Inoltre sul luogo dell’accaduto non sono presenti delle telecamere di sorveglianza, dunque non è in alcun modo possibile risalire all’origine della grave lesione che ha portato il 42enne alla morte.

All’inizio si è subito pensato ad un’aggressione, dato che, oltre al taglio sulla testa, l’uomo presentava anche una ferita alla schiena. Al momento, tuttavia, non si esclude neppure l’ipotesi che il 42enne possa avere avuto un malore, legato forse alla sua grave dipendenza, ed abbia perduto i sensi, procurandosi le lacerazioni che hanno poi causato l’ arresto cardiaco.

Gli inquirenti attendono i risultati dell’autopsia per avere qualche dato in più su cui lavorare. Intanto le indagini proseguono sotto la direzione del pubblico ministero Piero Basilone, ed ogni pista resta aperta.

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