"Highscore festival", concerti a Pavia: tra i big anche Lachenmann e Tulev

Highscore festival, concerti a Pavia: tra i big anche Lachenmann e Tulev
13 Agosto Ago 2018 2 giorni fa

In quasi dieci anni di attività, nel suo «nascondiglio» lombardo, ha registrato record da capogiro, centinaia di prime assolute per dirne uno. Parlando dei nomi di prima grandezza che risultano tra i suoi ospiti, ecco il tedesco Lachenmann (Leone d'oro alla carriera alla Biennale di Venezia), Tulev (uno dei massimi compositori estoni) e la giovane stella Amy Beth Kirsten - quest'anno nuovi arruolati - ma anche Tymoczko, Theofanidis e l'italiano Vacchi, altri big coinvolti. E ancora, le formazioni eccellenti di interpreti chiamate in causa, spesso reperite sul territorio. Già, proprio così. Una bella parata di big della musica colta.

Benvenuti alla nona edizione del festival di contemporanea Highscore - new music center che si svolge a Pavia (6-18 agosto). Format così ideato: masterclass per compositori giovani che arrivano da tutto il mondo - soprattutto Usa, Canada, Corea del Sud e Australia - con un gran finale di tre concerti a ingresso gratuito fino esaurimento posti: oggi dalle 21.30 «Quartets» con il Quartetto Indaco nella chiesa di Santa Maria di Canepanova, domani «Hammered and Bowed» al conservatorio Vittadini, in scena il Trio Mythnos, e il 16 «Contrasting Fields» nella stessa accademia (ore 18) con le chitarre e flauti degli Unassisted Fold. In tutti gli appuntamenti vengono eseguiti brani scritti dagli studenti durante i laboratori nei giorni precedenti. Ma al di là delle informazioni, una domanda sorge spontanea. Ma che ci fa in terre nostrane una rassegna così, con un forte taglio internazionale, che ci si aspetterebbe di trovare a Londra, Parigi e Berlino? Quasi un Ufo in una cittadina circondata dalle risaie piena di fascino, storia e arte, buona tavola e ottimi vini, terre di capolavori e note antiche.

La risposta sta nel duo Giovanni Albini/Paolo Fosso, rispettivamente direttore artistico e produttore esecutivo. A suo tempo, viene risposto, inventando Highscore avrebbero colmato un vuoto. E forse dimostrato, si può aggiungere, che oltre alla categoria dei cervelli in fuga c'è quella dei cervelli che restano (e importano), tenendo con sapienza un piede all'estero. È il caso di Albini, classe '82, compositore con laurea in matematica, spesso con la valigia in mano per volare a Tallinn, Stoccolma e Udine, dove al conservatorio ricopre anche il ruolo di delegato alle relazioni internazionali; poi però torna sempre e comunque nella sua amata città. A quattro mani con Fosso ha inventato di sana pianta una manifestazione supportata dal Vittadini stesso e dal campus dell'università locale, che ogni volta sorprende e non poco per la sua capacità di attirare alcuni tra i più importanti protagonisti della scena. E nelle serate dei recital, di presentare lavori inediti che possono aggiornare su quel che accade a livello compositivo tra i giovani oltreconfine, stili e linguaggi nuovi che in altri contesti è quasi impossibile incontrare.

L'anno prossimo dunque il giro di boa, i primi dieci anni della rassegna. Tra i progetti quello di ripresentare le migliori composizioni eseguite dall'inizio a oggi. Insomma averne di festival così, locali ma internazionali. Pavia in musica chiama, il mondo risponde.

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