Il piatto più consumato è il poké, e non solo al mare

Il piatto più consumato è il poké, e non solo al mare
18 Agosto Ago 2018 18 agosto 2018


Il pesce crudo marinato di origine hawaiana è apprezzatissimo dai modaioli, sia al mare che in montagna

Il piatto di origine hawaiana,il poké, sta riscuotendo successi da Nord a Sud. E' la nuova mania di quest'estate, servito in bellissime e colorate ciotole. Erede diretto della sushi mania, è riuscito in poco tempo a superare il suo antenato. Negli Stati Uniti è ormai facile vedere persone passeggiare con in mano la famosa poké-bowl.

A base di pesce crudo, ha attraversato l’Oceano Pacifico per diffondersi in tutto il mondo. Anche in Italia, questa pietanza dal nome particolare, la pronuncia corretta sarebbe poh-kay, ha prodotto fin da subito molto interesse.

La sua preparazione non è particolarmente complessa, il procedimento consiste nel prendere del pesce assolutamente freschissimo, marinarlo con delle spezie esotiche e servirlo crudo in una ciotola. Le varietà di pesce particolarmente usate sono il salmone, il branzino e il tonno.

Quest’ultimo sarebbe il più appropriato, se l’intento è quello di seguire la tradizione hawaiana. La ricetta corretta prevede che i cubetti di pesce vengano macerati con salsa di soia, sale marino, erba cipollina e olio di sesamo. Ci sono diverse varianti che vedono l’utilizzo di peperoncino, noci, avocado o altri ingredienti.

In alcuni ristoranti è possibile scegliere da un ampio buffet gli aromi preferiti. Regola che non può essere assolutamente modificata è quella riguardante il taglio del pesce: rigorosamente a cubetti. In hawaiano il nome poké significa infatti tagliare a pezzettini.

Seguendo l’onda hawaiana, tutto il pesce crudo sta riscuotendo nuovi successi, anche l’ormai più familiare sushi. Dalle Dolomiti alle coste viene consumato in egual misura.

E sulla costa laziale ha preso vita anche un ristorante sushi sull’acqua, è un veliero che offre cene e aperitivi a base di pesce crudo.

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