Dai pedaggi ai profitti: i privilegi di Autostrade ​grazie alla concessione

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28 Agosto Ago 2018 28 agosto 2018

Condizioni favorevoli e guadagni miliardari sicuri: ecco gli accordi tra Autostrade e lo Stato

La concessione tra la società Autostrade per l'Italia, gestita da Atlantia, che ha come socio maggioritario la famiglia Benetton, e il ministero dei Trasporti non è più un segreto.

Il documento pubblicato ieri mattina dalla società e dal Ministero, firmato nel 2007 e valido fino al 2038 comprende l'allegato, comprende anche l'allegato E, nel quale è presente piano finanziario (aggiornato al 2013I che definisce il meccanismo con cui i cittadini hanno pagato i pedaggi per ripagare "con rendimenti certi gli investimenti che Autostrade ha fatto per gestire e manutenere la rete", come spiegano da La Repubblica.

I rendimenti

In un landa di numeri e percentuali troviamo quello che è il dato più significativo, quello della remunerazione del capitale. Per la convenzione Autostrade la percentuale di remunerazione è del "10,21% lordo, che tolte le tasse diventa il 6,85%". Un dato troppo alto per l'Unione Europea tanto da negoziare con Delrio della nuove condizioni per prorogare la concessione fino al 2042 che sarebbe dovuta il4-6%. Nei solo 4 anni che vanno tra il 2013 e il 2017, Aspi ha incassato oltre 4 miliardi.

Le tariffe

Nell'allegato A viene sancita la tariffa media per chilometro che gli italiani hanno pagato. Ogni anno però la società Autostrade comunica al governo le richieste per l'adeguamento. Nel contratto attuale riconosce "ad Autostrade il 70% dell' aumento dell' inflazione più la remunerazione dei nuovi investimenti. L'Ue aveva concordato col precedente governo un tetto all' aumento delle tariffe in cambio della proroga della concessione al 2042: un massimo di 0,5% oltre l'inflazione", sottolineano da La Repubblica.

I ricavi

Per la concessione Autostrade versa alla Stato come canone di concessione il 2,40% sui ricavi dai pedaggi. I ricavi dei pedaggi sono stati 2 miliardi e 730 milioni nel 2016; l'anno successivo, il 2017, 2 miliardi e 855 milioni. Il piano finanziario stima che arriveranno a 4 miliardi nel 2027. Nel testo desecretato troviamo anche il livello decrescente degli investimenti sulla rete: "Si passa da 1 miliardo e 67 milioni del 2016 a 773 milioni del 2017, ai 740 del 2018".

Gli aumenti

Gli aumenti dipendono dagli investimenti, che sono di due tipi: quelli realizzati senza forme di remunerazione aggiuntiva; e quelli per cui viene riconosciuto un premio sul capitale utilizzato. In quest'ultimi, fanno parte gli interventi per terze o quarte corsie, svincoli e gallerie. Nel incartamento pubblicato si prevedono aumenti del 24,6% delle tariffe dal 2013 al 2028.

Quanto si spende per la manutenzione

Nei fogli desecretati si legge l'impegno di Atlantia a far crescere l'impegno di spesa nella manutenzione: 284 milioni del 2013 ai 291,9 milioni a fine 2038. Le polemiche sul tempo derivano dal fatto che "la maggior parte dei lavori è affidata a società controllate dagli stessi concessionari, invece di essere assegnata attraverso gare a evidenza pubblica, favorendo la concorrenza nel settore, così come chiede la Ue. Nel caso di Autostrade per l' Italia, la società utilizzata è la Pavimental", precisa dal quotidiano fondato da Scalfari.

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