Dalla Bibbia alla post-verità vale più il credere del sapere

Dalla Bibbia alla post-verità vale più il credere del sapere
30 Agosto Ago 2018 30 agosto 2018

In "21 lezioni per il XXI secolo" lo storico spiega le priorità del mondo di oggi. Che abbiamo ereditato dal passato...

Sembra che stiamo vivendo in una terrificante epoca della post-verità, quando non solo alcuni eventi militari, ma intere storie e nazioni potrebbero essere falsificate. Ma se questa è l'era della post-verità, quando, esattamente, si sarebbe verificata l'alcionica età della verità? Negli anni ottanta del secolo scorso? Negli anni cinquanta? Negli anni trenta? E che cosa ha provocato la nostra transizione all'epoca della post-verità: Internet? I social media? L'ascesa di Putin e Trump?

Una rapida occhiata al corso della storia rivela che la propaganda e la disinformazione non rappresentano affatto novità assolute, e perfino l'abitudine di negare intere nazioni e creare stati fantoccio vanta una lunga tradizione. Nel 1931 l'esercito giapponese inscenò un finto attacco contro se stesso per giustificare la sua invasione della Cina, e quindi creare lo stato fantoccio del Manciukuò per legittimare le sue conquiste. La Cina stessa ha negato a lungo che il Tibet sia mai esistito come paese indipendente. La colonizzazione britannica in Australia fu giustificata appellandosi alla dottrina giuridica della terra nullius (in latino, «terra di nessuno»), che in effetti cancellò 50.000 anni di storia degli aborigeni. (...)

In effetti, come specie, abbiamo sempre vissuto nell'era della post-verità. Homo sapiens è una specie post-verità, il cui potere dipende dal creare narrazioni e dal credervi. Fin dall'Età della pietra, i miti avevano lo scopo di unire collettività umane e dunque svolgevano una funzione che potremmo chiamare di «autoconforto» reciproco. Infatti, Homo sapiens conquistò questo pianeta soprattutto grazie all'abilità peculiare degli esseri umani di creare e diffondere narrazioni. Noi siamo gli unici mammiferi che possono cooperare con numerosi stranieri perché solo noi possiamo inventare storie, diffonderle, e convincere milioni di altri a credervi. Finché crediamo tutti alle stesse storie, obbediamo alle stesse leggi e possiamo cooperare in modo efficace.

Quindi se criticate Facebook, Trump o Putin per aver inaugurato una nuova terribile era di post-verità, ricordatevi che secoli fa milioni di cristiani si sono infilati da soli in una bolla mitologica autovalidata, senza mai azzardarsi a mettere in dubbio la veridicità fattuale della Bibbia, mentre milioni di musulmani giuravano fede assoluta al Corano. Per millenni, gran parte di ciò che è stato tramandato come «informazioni» e «fatti» nelle nostre società erano storie su miracoli, angeli, demoni e streghe, grazie a coraggiosi inviati che hanno dato ampia copertura direttamente dagli anfratti più profondi del mondo sotterraneo. Non abbiamo alcuna evidenza scientifica che Eva sia stata tentata dal Serpente, che le anime di tutti gli infedeli brucino all'inferno dopo la morte, o che al creatore dell'universo non sia di gradimento il matrimonio tra un bramino e un intoccabile - eppure miliardi di individui hanno creduto in queste storie per migliaia di anni. Alcune notizie false durano per sempre.

Sono consapevole che molti potrebbero essere sconcertati dal fatto che metto sullo stesso piano la religione e le notizie false, ma è proprio questo il punto. Quando un migliaio di individui crede a una qualche storia inventata per un mese - questa è una notizia falsa. Quando un miliardo di individui vi crede per un migliaio di anni - questa è una religione, e siamo ammoniti di non chiamarla «notizia falsa» per non ferire la sensibilità dei credenti (o incorrere nella loro ira). Vi prego di notare, comunque, che non sto negando l'efficacia o la potenziale benevolenza della religione. È esattamente l'opposto. Nel bene e nel male, il narrare storie rappresenta uno dei più efficaci strumenti della cassetta degli attrezzi dell'umanità. Riuscendo a far convivere gli uomini, i credi religiosi rendono possibile la loro cooperazione su larga scala. Ispirano gli individui a costruire ospedali, scuole e ponti, oltre che a organizzare eserciti e ad edificare prigioni. Adamo ed Eva non sono mai esistiti, ma la cattedrale di Chartres è tuttora stupenda. Gran parte della Bibbia è costituita da storie inventate, ma può ancora donare gioia a miliardi di persone e può ancora stimolare gli individui a essere compassionevoli, coraggiosi e creativi - proprio come altre grandi opere di finzione, come il Don Chisciotte, Guerra e pace, Harry Potter. (...)

La verità è che la verità non è mai stata prioritaria nel programma di Homo sapiens. Molti ritengono che se una particolare religione o ideologia rappresenta in modo errato la realtà, i suoi seguaci presto o tardi lo scopriranno, perché non potranno competere con rivali con una visione più chiara delle cose. Anche questo è solo un altro confortante mito. In pratica, il potere della cooperazione umana dipende da un delicato equilibrio tra verità e finzione.

Commenti

Commenta anche tu