Quei sogni "scellerati" di una ragazzina

Quei sogni scellerati di una ragazzina
2 Settembre Set 2018 02 settembre 2018

La chiave per aprirsi la strada che conduce agli angoli inconfessabili di questo triangolo scaleno, in cui i lati hanno lunghezze differenti, è messa in esergo, tratta niente meno che dal Dizionario Larousse: «scellerato: colpevole o capace di crimini». Il titolo del romanzo, infatti, è Gli scellerati, e Rizzoli lo pubblica ora in italiano per la prima volta. La firma, invece, non necessita di chiavi, è una porta già spalancata sul noir alla francese, anzi è quella del principale interprete di tale genere, Frédéric Dard, che in compagnia del suo commissario Antoine San-Antonio detto Sanà, donnaiolo, duro e soprattutto acuto indagatore, ha vissuto ben 50 anni, dal 1949 alla morte, nel 2000, regalandoci la risposta europea ai Mike Hammer e Philip Marlowe d'Oltreoceano.

Ma questa volta a parlare-scrivere in prima persona non è il poliziotto parigino, bensì una diciassettenne che i riflessi della Ville Lumière li percepisce da lontano, dal sobborgo (immaginario) di Léopoldville, una banlieue che, negli anni Cinquanta, ancora non conosce neri e barricate, e tuttavia abbonda in grigiore, povertà e degrado. Louise è carina, vive con la mamma e con il suo compagno Arthur, ubriacone, manesco e comunista, lavora in una fabbrica di auto e respinge regolarmente i galletti che le ronzano intorno. E quando scorge, in quella casa talmente bella e diversa dalle altre da indurla a chiamarla «l'isola», una coppia di stranieri, di americani, in breve matura la sua decisione: vado a servizio da loro. Convinta, dietro compenso, la poco amorevole e molto venale maman, inizia il pericoloso ménage, con lui che lavora allo Shape, il quartier generale degli Alleati in Europa, lei, sua moglie, inciucchita di whisky e sigarette, e Louise, a sgobbare sognando che un giorno lui la noti...

Una festa con tanti pezzi grossi invitati origina l'imbarazzante scena che in cuor suo la piccola serpe attendeva. Ne seguono silenzi, approcci, ammiccamenti. E soprattutto, un mortale incidente, quando la Dodge del «signore» va a sbattere contro un treno perché qualcuno ha sollevato a sproposito la sbarra del passaggio a livello... Ma non è finita qui. Al contrario, si può dire che inizi qui la tempesta in cui annaspano gli scellerati. Quelli colpevoli e quelli capaci di crimini.

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