Sepsi, cos'è e come riconoscerla

Sepsi, cos'è e come riconoscerla
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12 Settembre Set 2018 12 settembre 2018

La sepsi colpisce ogni anno 30 milioni di persone. L'identificazione precoce dei sintomi e il trattamento immediato garantirebbero una prognosi migliore

Ricorre il 13 settembre il World Sepsi Day, la giornata mondiale di quella che dall'Oms - Organizzazione mondiale della sanità - è stata definita "emergenza sanitaria" poiché ogni anno colpisce 30 milioni di persone causando 9 milioni di morti. In Europa si verificano mediamente 700 mila casi di cui 1 su 5 ha esito fatale. Prevenzione e riconoscimento tempestivo dei sintomi. Queste sono le due parole chiave per contrastare la grave malattia sistemica che miete quattro volte più vittime del cancro al colon e cinque più dell'ictus. A tal proposito un team di rianimatori e anestesisti della Siaarti coinvolti nell'iniziativa "Lotta alla Sepsi" saranno a bordo di treni Frecciarossa in partenza da Bologna, Firenze,Torino, Milano, Roma e Napoli per sensibilizzare i passeggeri. I volontari li sottoporranno a un breve questionario e distribuiranno materiale informativo.

La sepsi è una risposta eccessiva e sregolata dell'organismo a una qualsivoglia infezione causata da batteri o virus - come nel caso della polmonite e dell'influenza - ma anche da parassiti e da funghi. Essa prende luogo nel momento in cui una persona contrae un'infezione e il suo sistema immunitario non solo non la contrasta, ma attacca il suo organismo compromettendo la funzionalità di alcuni organi vitali. Al pari dell'infarto e dell'ictus tale patologia è tempo-dipendente. L'identificazione e il trattamento precoce della stessa garantirebbero una prognosi migliore.

Vari sono i sintomi spia:

- Dolore e malessere generalizzato;

- Grave sofferenza;

- Caduta della pressione arteriosa;

- Difficoltà respiratorie;

- Riduzione della diuresi;

- Cute sudata;

- Sopore, disorientamento o confusione mentale

La sepsi può colpire ad ogni età - pur essendoci una più ampia incidenza dopo i 65 anni - anche se a maggior rischio sono i pazienti affetti da cirrosi, Hiv, malattie autoimmuni, patologie croniche (tumori, diabete mellito, ecc.) soggetti sottoposti a operazioni chirurgiche, portatori di presidi come per esempio il catetere urinario.

In quanto la malattia è la risposta del singolo organismo all'infezione e non l'infezione stessa, non esiste un unico farmaco per combatterla. La prevenzione si basa esclusivamente su buone norme da rispettare: corretta igiene delle mani e di eventuali ferite, profilassi vaccinale includente anche i richiami. In caso di infezione, invece, l'uso e non l'abuso degli antibiotici è essenziale. Ad ogni modo qualora si sospetti la sepsi, è bene chiedere assistenza al proprio medico curante o recarsi immediatamente al Pronto Soccorso.

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