Vignettista accusato di razzismo per la caricatura di Serena Williams

Vignettista accusato di razzismo per la caricatura di Serena Williams
12 Settembre Set 2018 12 settembre 2018

Mark Knight, vignettista del quotidiano australiano The Herald Sun, è finito al centro delle polemiche per una sua caricatura della tennista Serena Williams accusata di diffondere stereotipi razzisti

Non accennano a placarsi le polemiche riguardo alla lite accorsa l'altro giorno tra la tennista americana Serena Williams ed il giudice di gara Carlos Ramos durante la finale degli Us Open, successivamente vinta dalla giapponese Naomi Osaka anche a causa delle penalizzazioni subite dalla Williams per le intemperanze verbali avute sul campo. Se infatti già durante il match erano volate con molta leggerezza accuse di razzismo e di sessismo, ribadite dalla tennista nella conferenza stampa post gara: "Se fossi stata un uomo tutto questo non sarebbe successo. Ho visto giocatori uomini dire di tutto ai giudici. Sono qui per lottare per i diritti delle donne e per l'uguaglianza femminile", un ulteriore polverone mediatico è stato quello generatosi il giorno dopo, quando sulla prima pagina del quotidiano australiano The Herald Sun è comparsa una vignetta satirica del disegnatore Mark Knight che ironizzava sul comportamento discutibile tenuto dalla Williams.

Nella vignetta compare una furiosa Serena Williams intenta a distruggere la sua racchetta, mentre sullo sfondo un impaurito giudice di gara chiede alla vincitrice Osaka se per favore può cederle la vittoria. Il tutto ovviamente raffigurato in maniera caricaturale, allo scopo di enfatizzare i tratti caratteristici del personaggi per suscitarne l'ilarità, esattamente come si fa in un qualunque disegno umoristico. C'è chi però non ha preso bene l'ironia sulla vicenda, scagliandosi in particolar modo sul modo - corpo massiccio, labbra carnose e una folta chioma di capelli ricci - in cui è stata rappresentata la tennista afroamericana, che secondo alcuni ricordava i tratti stereotipati tipici del personaggio di Jim Crow, figura folkloristica americana famosa nell'Ottocento per essere usata come macchietta etnica delle persone di colore.

Tra i personaggi pubblici ad aver contestato la vignetta c'è per esempio la scrittrice britannica J.K. Rowling, creatrice della saga di Harry Potter, che in un post su Twitter ha scritto: "Complimenti, hai ridotto una delle più grandi atlete esistenti ad un semplice stereotipo razzista e sessista, ed hai fatto dell’altra grande atleta un oggetto di scena senza faccia.", riferendosi con quest'ultima frase al fatto che l'avversaria della Williams, Naomi Osaka, non avesse subito lo stesso trattamento visivo ed anzi fosse stata raffigurata come una donna dai capelli biondi e la pelle chiara nonostante sia di origini giapponesi e haitiane. Anche il reverendo statunitense Jesse Jackson, leader storico del movimento per i diritti civili dei neri, ha criticato il disegno di Mark Knight, affermando: "Questo deprecabile fumetto ha provato senza riuscirci a sminuire la grandezza e la grazia di Serena Williams. Il razzismo in qualsiasi forma è inaccettabile".

Nonostante la pioggia di polemiche però, la direzione dell'Herald Sun ha deciso di difendere a spada tratta il lavoro di Knight, pubblicando nella giornata di ieri un editoriale in cui si constatava come il mondo fosse "ufficialmente impazzito" definendo le accuse di razzismo nei confronti della vignetta come "un tentativo di abbattere la satira sotto i colpi del politicamente corretto". Damon Johnston, editore dell'Herald Sun, ha inoltre spiegato su Twitter che in questi giorni Knight ha ricevuto il pieno sostegno da parte di tutto lo staff del giornale per gli attacchi che è stato costretto a subire, commentando:"Il fumetto di Mark Knight non è ne razzista ne sessista, ma è una doverosa presa in giro di un comportamento infelice tenuto da una leggenda del tennis. Mark ha il pieno sostegno di ognuno di noi".

Lo stesso Mark Knight, dopo aver disattivato il suo account Twitter per cercare di fermare le continue minacce rivolte a lui ed alla sua famiglia, ha rigettato qualsiasi accusa di razzismo, dichiarando: "L'ho semplicemente disegnata come una donna afroamericana. Tutta questa faccenda per la quale io sono un razzista per alcuni miei vecchi disegni che sono stati pubblicati in passato è solo un caso montato ad arte". Con riferimento alla polemica nata su una vecchia vignetta in cui, per ironizzare sulle nuove misure varate dal governo australiano im merito alla sicurezza ferroviaria, raffigurò alcuni ragazzi di colore vandalizzare una stazione.

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