La bozza del dl Genova. E Autostrade replica: "Nostro obbligo e diritto"

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13 Settembre Set 2018 13 settembre 2018

Il Consiglio dei ministri si riunirà nel pomeriggio, per discutere il decreto Genova, sulla ricostruzione del ponte e sugli aiuti alla città

Oggi pomeriggio si riunirà il Consiglio dei ministri e il presidente Giuseppe Conte ha intenzione di presentare e discutere il decreto legge Genova, che punta a "far ripartire una delle città più importanti del nostro Paese".

Qualche giorno fa, il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, aveva annunciato la volontà di affidare i lavori di ricostruzione del ponte Morandi a Fincantieri, estromettendo Autostrade. Davanti alla Commissione Ambiente della Camera, il ministro aveva poi esposto le linee generali del decreto, che"riguarderà un aiuto alle famiglie per i mutui e alle imprese per accesso al credito. Inoltre, ci sarà una parte sulla viabilità". Aveva poi annunciato l'approvazione del documento durante il Consiglio dei ministri di venerdì, ma nella notte una telefonata del premier Conte al governatore della Liguria Giovanni Toti ha espresso la volontà di presentarlo oggi, dopo aver chiarito il malinteso intercorso tra i due politici e aver ascoltato le osservazioni del governatore. Ieri Toti, infatti, aveva commentato come "inimmaginabile" il fatto che"le istituzioni locali conoscano via agenzia il testo". Il governatore della Regione Liguria aveva lamentato la mancanza di discussione del decreto con le istituzioni regionali: "Ritengo impossibile che il presidente Giuseppe Conte intenda portare in Consiglio dei ministri un testo mai neppure letto, non discusso e concordato con le istituzioni locali".

La replica di Autostrade

Ma oggi arriva anche la replica della società Autostrade che, esclusa dal progetto di ricostruzione, non resta a guardare e si fa sentire, attraverso la voce del presidente Fabio Cerchiai: "Secondo la convenzione, Autostrade ha l'obbligo e il diritto di provvedere nel tempo più breve possibile alla ricostruzione del ponte. Così come il ministro dei Trasporti ha l'obbligo di documentare eventuali violazioni del concessionario, cosa che fino ad oggi non ha fatto". La società non vuole essere estromessa dai lavori e specifica di essere aperta "ad ogni contributo che possa aiutare a ricostruire il ponte prime e meglio. Fincantieri è benvenuta", ma solo nel caso di una collaborazione. Il presidente, inoltre, annuncia che, nel caso in cui la convenzione non venisse rispettata, "non potremmo restare inerti, dovremmo tutelarci", sottolineando che le azioni di Autostrade sono fatte "nell'interesse di circa 31mila lavoratori e 55mila azionisti". In merito alle responsabilità del crollo, Cerchiai spiega in un'intervista al Messaggero, che "del ponte si sono occupati in tanti: le strutture tecniche di Autostrade, i progettisti di Spea, una serie di consulenti esterni di livello internazionali, le strutture del ministro, da nessuno di loro è stata mai evidenziata una situazione di urgenza".

La bozza del decreto

Secondo le notizie trapelate, nel decreto legge Genova non c'è nulla che riguardi il via libera ai lavori. Sarebbe prevista l'istituzione di una nuova agenzia, l'Ansfisa, che dovrebbe stilare un piano di osservazione e manutenzione delle strade e delle infrastrutture. L'agenzia dovrebbe nascere il primo dicembre, andando a sostituire l'Ansaf e avrà un ruolo di vigilanza. Gli interventi urgenti per la ricostruzione saranno affidati a un commissario straordinario, che approverà i progetti e potrà indicare i soggetti per la ricostruzione e espropriare aree. Il decreto prevede anche la creazione di una zona franca urbana, dove ci saranno sconti e agevolazioni per le imprese e per i cittadini che vogliano dare il via a una nuova attività. Sono inoltre previste esenzioni Irpef, Irap, Imu e l’esonero del versamento dei contributi, per chi ha subito un calo del fatturato del 25 per cento, a seguito del crollo del ponte.

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