Tremila studenti in meno, ma più stranieri

Tremila studenti in meno, ma più stranieri
13 Settembre Set 2018 13 settembre 2018

Ieri primo giorno di scuola: calo demografico compensato dagli extracomunitari

Calano gli studenti in Lombardia ma aumentano quelli stranieri. Ieri è suonata la campanella di inizio del nuovo anno per 1.188.580 studenti, lo 0,27% in meno rispetto all'anno scolastico 2017-2018, quando sui banchi c'erano 1.191.757 ragazzi. Per la prima volta dopo anni, come mostrano i dati diffusi dall'Ufficio scolastico regionale in occasione del ritorno sui banchi, si registra in Lombardia una diminuzione della popolazione scolastica, di circa 3 mila unità, un calo che ha «cause demografiche», come ha precisato il direttore generale dell'ufficio scolastico lombardo, Delia Campanelli.

Il calo è compensato solo in parte dall'aumento degli studenti stranieri, che sono di più in tutta la Lombardia e anche nella città di Milano. Se guardiamo i nuovi ingressi, cioè quelli nelle prime elementari, gli stranieri sono 5.539 in tutta la regione (lo scorso anno erano 5.149), mentre in totale la popolazione di studenti che non hanno cittadinanza italiana conta 192.952. Il dato è in crescita anche a Milano con 79.070 alunni stranieri (contro i 75.643 dello scorso anno), di cui 2.815 primi ingressi. «La scuola lombarda è accogliente, inclusiva, aperta al mondo», ha spiegato la Campanelli, che ieri ha inaugurato l'anno scolastico all'istituto comprensivo statale Copernico di Corsico insieme al governatore lombardo, Attilio Fontana, che ha parlato della scuola come di una «palestra di vita».

Mentre l'assessore regionale all'Istruzione, Melania Rizzoli, ha lanciato un messaggio di responsabilità ai genitori perché decidano di vaccinare i loro figli, «è un dovere» nei loro confronti. «I bambini, ad eccezione di quelli immunodepressi che vanno protetti - ha aggiunto - vanno vaccinati perché i vaccini sono la nostra terapia più sicura ed efficace». Nelle scuole lombarde la situazione vaccini non desta però preoccupazione, solo l'1% dell'intera popolazione scolastica non è vaccinato, sempre secondo i dati dell'ufficio scolastico regionale, che a giugno aveva monitorato la situazione su richiesta del ministero. La percentuale dei bimbi non vaccinati nella scuola d'infanzia è dello 0,48%, un dato che comprende anche chi il vaccino non lo può fare per motivi di salute. I presidi lombardi «non hanno dubbi sul fatto che, come dice la legge, il bambino non vaccinato non entra in classe - ha spiegato la Campanelli -, per i genitori c'è la possibilità di presentare una prenotazione o una autocertificazione in attesa di essere in regola con l'obbligo». Per quanto riguarda gli insegnanti e la copertura delle cattedre in tutta la Regione rimangono ancora 7/8 mila incarichi da assegnare, al momento coperti da supplenti, a Milano il numero è di 3.000/3.500. «La situazione si chiuderà a brevissimo - ha concluso la Campanelli - è questione di ore». Quello delle cattedre scoperte «è un tema che va risolto - secondo l'assessore lombarda all'Istruzione, Rizzoli - sono certa che il ministro, Marco Bussetti darà una mano importante in questa direzione perché, fino a oggi, il decreto La Buona scuola non ha dato i risultati attesi».

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