Asselborn voleva espellere l'Ungheria dall'Ue: "Tratta migranti peggio di animali"

Asselborn voleva espellere l'Ungheria dall'Ue: Tratta migranti peggio di animali
14 Settembre Set 2018 8 giorni fa

Il ministro degli Esteri lussemburghese durante la crisi migratoria di due anni fa salì agli onori delle cronache per le sue durissime prese di posizione contro Budapest

Un vecchio diplomatico socialista con il pallino di difendere i diritti dei migranti. Potrebbe essere questo il profilo di Jean Asselborn, il ministro degli Esteri del Lussemburgo che oggi, con fare assai poco diplomatico, ha litigato con il ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini durante un summit di ministri dell'Ue a Vienna.

Asselborn, che ha 69 anni, guida la politica estera del piccolo granducato sin dal 2004 ma ha una carriera professionale che la dice lunga su quanta strada abbia fatto. Nel 1967, a diciott'anni, iniziò a lavorare come operaio: ma già da giovanissimo sviluppò la passione per la politica, prima nel sindacato e poi nei partiti. Eletto amministratore locale sin dagli anni 70, nel 1984 venne eletto in Parlamento e da allora non ha mai abbandonato la politica.

Da sempre molto attento agli sviluppi della politica dell'Ue, come del resto è tradizione per tutto il Lussemburgo, Asselborn è ricordato fra l'altro perché nel 2016 chiese a gran voce l'espulsione dell'Ungheria dall'Unione Europea per le politiche di Viktor Orban contro i rifugiati. In quell'occasione ebbe a dire che i magiari, chiudendo i confini, trattavano i migranti "peggio degli animali" e che la cacciata di Budapest dal consesso dei 28 sarebbe stato "l'unico modo per preservare la coesione e i valori dell'Unione Europea". In un'intervista alla testata tedesca Die Welt affermò che "per poco Budapest non emette l'ordine di sparare contro i migranti"

All'epoca il governo ungherese replicò, per bocca del ministro degli Esteri Peter Szijjarto, liquidando le accuse di Asselborn come parole di "un uomo che da tempo ha lasciato la schiera dei politici che si possono prendere sul serio", bollando il proprio omologo lussemburghese come "arrogante e frustrato".

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