Chiede asilo in Italia, fa propaganda all'Isis: "Ho bisogno di guerra"

Chiede asilo in Italia, fa propaganda all'Isis: Ho bisogno di guerra
14 Settembre Set 2018 10 giorni fa

L'hanno arrestato per apologia di terrorismo Stava in un centro d'accoglienza bresciano

«Ho bisogno di guerra». Aveva chiesto asilo politico in Italia ma scriveva «I need war», e frasi inneggianti agli attentati terroristici di Londra, Barcellona e New York. Un giovane bengalese è stato arrestato ieri all'alba, a Brescia all'esito di un'indagine per apologia di terrorismo. Guardia di Finanza e Polizia coordinate dalla Procura di Brescia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare del Gip nei confronti del ventenne del Bangladesh, che figura come richiedente asilo in Italia.

Individuato un profilo facebook utilizzato a scopo propagandistico, gli inquirenti hanno notato che il titolare aveva condiviso con altri gli orari della preghiera, postando una foto con i punti cardinali di un Comune del Bresciano. Da questo particolare è stato possibile risalire alla struttura di accoglienza dei richiedenti asilo. Il controllo del profilo ha rivelato un percorso di radicalizzazione con una crescente adesione all'Isis. L'indagato ha pubblicato messaggi come «il paradiso mi attende», «la morte aspetta tutti», o frasi inneggianti, in concomitanza con tragici attentati. E oltre alle immagini e alle scritte, i video violenti che invocavano l'invio sulla Terra di un altro «eroe» come Saddam Hussein o parlavano della vita eterna concessa a chi muore in nome di Allah. Insomma, un quadro che definire inquietante è poco. All'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato questo caso «riporta alla mente i dati dell'Osservatorio regionale per l'integrazione e la multietnicità». «Il numero di stranieri al 1° gennaio 2018 - nota De Corato - risulta pari a 1.153.835. Di questi, quelli provenienti dal Bangladesh sono l'1,8%, ovvero 20.661. Tra i Paesi arabi, in cima alla lista si collocano le persone arrivate dal Marocco con l'8,1%, e dall'Egitto con il 7%. Uomini - sottolinea - che non scappano da nessuna guerra, come anche il bengalese ospitato nella struttura di accoglienza».

Interviene anche la Lega: «L'arresto di un immigrato richiedente asilo bengalese ospitato in un struttura di accoglienza nel Bresciano - per il segretario della Lega lombarda Paolo Grimoldi - fa cadere il castello di menzogne messo in piedi in questi anni dal Pd e dalla sinistra». «Eccoli i poveri profughi che scappano da chissà quale guerra, dato che in Bangladesh l'ultima guerra risale a inizio anni Settanta» attacca il leghista, ricordando che la Lombardia «ospita più di 25mila richiedenti asilo sul suo territorio». E l'ex assessore Viviana Beccalossi, oggi consigliera comunale, riflette: «Impossibile separare l'episodio dell'arresto dai temi legati alle politiche sull'immigrazione». «Verrebbe da ridere, se non fosse che non si tratta di una barzelletta, ma dell'ennesimo caso da manuale da far leggere ai sostenitori dell'accoglienza per tutti».

A proposito di accoglienza: 6 degli 8 migranti giunti a «Casa Suraya» dopo essere sbarcati dalla nave Diciotti si sono allontanati spontaneamente dalla struttura. Due invece, hanno accettato il programma di accoglienza e sono ospiti in un appartamento.

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