Ex Juventus, Manninger: "Il calcio non mi manca. Mi sono tolto un peso"

Ex Juventus, Manninger: Il calcio non mi manca. Mi sono tolto un peso
14 Settembre Set 2018 14 settembre 2018

Manninger, ex portiere austriaco che ha giocato per dieci anni in Italia, non ha nostalgia del calcio: "Lo confermo: non mi manca. Non mi sto lamentando, sia chiaro. Il calcio ti dà tantissimo e io ho vissuto ventidue anni bellissimi ma ora sono libero"

Alexander Manninger è stato un portiere giramondo dato che nella sua lunga carriera, conclusasi nel maggio del 2017 a quasi 40 anni, ha giocato in tutti i maggiori campionati europei vestendo le maglie di Salisburgo, Arsenal, Espanyol, Fiorentina, Juventus, Udinese, Torino, Augusta, Liverpool e tante altre ancora soprattutto nel nostro campionato. Il classe '77, però, ha rilasciato alcune dichiarazioni incredibili affermando come il mondo del calcio gli stesse ormai stretto e come quasi lo sport praticato per oltre 20 anni lo stesse opprimendo.

Manninger si è confrontato con toronews.net: "Se mi manca il calcio? No, non mi manca. Negli ultimi sedici mesi non ci ho pensato un solo giorno e non ho più toccato una palla. Quella da golf sì, o quella da tennis, ma non un pallone da calcio. Vado a pescare, vado in montagna, faccio di tutto tranne giocare a calcio. E no, lo confermo: non mi manca. Non mi sto lamentando, sia chiaro. Il calcio ti dà tantissimo e io ho vissuto ventidue anni bellissimi. Però non ho mai avuto un weekend libero, gli amici e la famiglia devi incastrarli tra una partita e l’altra. Ci sono sempre nuove partite, hai l’allenamento, hai il viaggio, hai il volo, hai il ritiro".

L'ex Juventus si sente libero senza ritiri, partite ravvicinate e la pressione di dover performare a tutti i costi: "Ho riscoperto il significato del weekend e riesco a fare tutto quello che prima avrei voluto fare, ma non potevo. Vivo giorni normali, settimane normali scandite da programmi normali. Oggi mi sento libero e mi sto riprendendo tutto quello che il calcio mi ha tolto. Prima di diventare calciatore ero un falegname. Quando ho smesso col pallone ho ricominciato da lì: ho traslocato con la mia compagna, ho costruito i mobili della casa nuova, mesi e mesi di fatica e non abbiamo ancora finito. Mi sono divertito tantissimo e quando ora mi chiedono se non mi annoio senza giocare, io dico “proprio no, le cose da fare non mi mancano".

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