Legionella, ancora un morto e Gallera: "I casi sono in calo"

Legionella, ancora un morto e Gallera: I casi sono in calo
14 Settembre Set 2018 10 giorni fa

E gli sciacalli finti dipendenti Asl truffano 2 anziani

È ancora alto l'allarme legionella. Ieri la Procura di Brescia ha disposto l'autopsia sul corpo di un uomo di 68 anni residente nel Bresciano che è morto nelle scorse ore all'ospedale di Gavardo. I magistrati sospettano un nuovo caso di decesso per polmonite da legionella. Restano gravi invece le condizioni di un paziente con polmonite da legionella confermata dalle indagini di laboratorio che è stato trasferito dall'ospedale di Mantova al San Gerardo di Monza dopo l'ulteriore aggravarsi delle sue condizioni che hanno reso necessario collegarlo all'Ecmo, la «macchina cuore-polmoni».

L'uomo, G.E. di 43 anni, era ricoverato inizialmente all'ospedale di Castiglione delle Stiviere (Mantova). A distanza di 11 giorni dal primo manifestarsi di un incremento anomalo di casi di polmonite, che ha colpito prevalentemente la popolazione di alcuni comuni della Bassa Bresciana Orientale e dell'Alto Mantovano, Ats Brescia sta elaborando i dati forniti quotidianamente dagli ospedali che confermano l'andamento epidemico in curva discendente. Questo significa che, dopo i giorni di picco verificati tra il 7 e l'9 settembre, il numero dei nuovi casi sta progressivamente calando. L'Assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera ha spiegato: «Il numero di casi accertati come positivi alla legionella, a partire dal 2 settembre, sono fermi a 23.I dati del giorno 12 settembre presentano 24 nuovi casi . I dati di oggi 13 settembre, alle ore 17, mostrano 32 nuovi accessi. Di questi, 11 pazienti sono stati dimessi a seguito di un quadro clinico non grave curabile a domicilio, mentre 21 sono stati ricoverati». E all'allarme sanitario si aggiunge quello degli sciacalli che usano la scusa della polmonite e della legionella per mettere a segno l'ennesima truffa agli anziani a Orzinuovi (Brescia). Il colpo ha fruttato ai malviventi un bottino sopra i 100 mila euro in gioielli. «Siamo addetti al controllo della qualità dell'acqua, dobbiamo entrare a fare un controllo» hanno detto i due trentenni al campanello. Derubare le due vittime dei gioielli che avevano in casa è stato poi un gioco da ragazzi.

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