Altri 184 sbarcati in Italia. "Charter per rimpatriarli"

Altri 184 sbarcati in Italia. Charter per rimpatriarli
15 Settembre Set 2018 15 settembre 2018

Nuovi arrivi a Lampedusa, il piano del Viminale per sveltire le espulsioni. Ancora accuse a Malta

Accordi bilaterali più forti, mezzi tecnologici per controllare i flussi, utilizzo dei satelliti e di radar, rimpatri più veloci: potrebbero essere queste le misure che l'Italia adotterà per gestire gli arrivi dei migranti sulle nostre coste.

Ieri dal Viminale hanno fatto sapere che si sta lavorando a «soluzioni innovative ed efficaci». Nelle ultime 24 ore a Lampedusa sono arrivati 184 clandestini, per cui si era chiesto l'intervento di Malta, visto che per attraversare il Mediterraneo hanno utilizzato piccole imbarcazioni. Gli esperti stanno vagliando l'opportunità di rimpatri lampo per i migranti tunisini, che sarebbero riportati indietro su voli charter. Ma si sta pensando anche a rendere più veloce l'iter di identificazione di chi arriva. Matteo Salvini, ieri a Vienna, ha parlato di accordi commerciali con i Paesi terzi che prevedano clausole di rimpatrio e nuova accettazione dei migranti. Si ipotizza, però, anche la possibilità di utilizzare sistemi tecnologici avanzati. Ci sono industrie italiane come Leonardo, l'ex Finmeccanica, che è in grado di fornire prodotti che possano controllare i confini sia di terra che di mare, attraverso una videosorveglianza con l'uso di telecamere, radar o satelliti, in modo da indicare i luoghi di partenza e consentire ai Paesi con cui si sono fatti accordi bilaterali di intervenire. Si potrebbe decidere di fornire questi sistemi agli Stati che collaborino cercando di governare i flussi. Anche perché gli stessi dispositivi sono già utilizzati dalle nostre forze armate per il controllo del Mediterraneo e dei confini nazionali. A questi si potrebbe aggiungere anche l'uso di droni, visto che fino a ora sono stati efficaci per monitorare dall'alto ciò che accadeva in acque nazionali internazionali. Salvini ieri ha parlato anche col suo omologo tunisino, che incontrerà nuovamente martedì a Roma.

Raccontando dell'arrivo dei 184 migranti giunti ieri sulle coste italiane, il ministro ha chiarito: «Malta, per l'ennesima volta, ha scaricato il problema sull'Italia», non rispondendo a nessuna delle chiamate dell'Imrcc di Roma. Una consuetudine che fa capire come quel Paese abbia ormai deciso di fare orecchie da mercante e lasciare sola la nostra nazione. Intanto, secondo dati forniti da Frontex, ad agosto i migranti giunti nell'Ue sono stati in tutto 12.500, un numero in linea con lo stesso periodo del 2017. Ma se l'Italia, ad agosto, registra un calo del 62% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, con 1.500 migranti arrivati sulla rotta del Mediterraneo centrale; la Spagna, per il secondo mese consecutivo, si conferma la principale porta di ingresso nell'Unione, con 6.500 persone giunte attraverso la rotta del Mediterraneo occidentale, con un numero più che raddoppiato di arrivi, rispetto ad un anno fa. Anche la Grecia ci supera: 20.961 arrivi più 12.166 via terra. Nel pomeriggio di ieri un'altra imbarcazione con 15 tunisini è stata avvistata nel Mediterraneo. Si trova ancora alla deriva perché ha finito il carburante. Malta, anche in questo caso, non ha risposto alla richiesta di soccorso.

La maggior parte degli immigrati che prendono il largo dal Nord Africa verso l'Italia sono migranti economici e arrivano anche da zone dove non ci sono conflitti, come la Nigeria, la Tunisia, apollineo e il Bangladesh e quindi da aree dell'Asia. Per questo accordi con gli Stati di provenienza pare costituire, allo stato attuale, l'unica via per bloccare le partenze.

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