Ecco chi crea borse «reali» e chitarre per le star

15 Settembre Set 2018 6 giorni fa

Il 29 settanta atelier aprono le porte ai milanesi. I titolari: «Ma non siamo profeti in patria»

Il presidente del laboratorio atelier Leu Locati, Paolo Amato, è forse tra i pochi italiani a ricevere l'invito alla festa di compleanno dell'imperatore giapponese AKihito, suo cliente. Ma va particolarmente orgoglioso anche delle fotografie della regina d'Inghilterra Elisabetta con indosso la borsa «art.540 in Mash, tessuto in filo oro 24 carati e argento» realizzata con «l'utilizzo di un telaio azionato a mano di fine Ottocento». Amato provoca e domanda se i milanesi conoscono dove si trovi la sua ditta di pelletteria, nata nel 1870 in via Sambuco e approdata in via Cosimo del Fante, zona Porta Ticinese, dopo un passaggio in via Burigozzo. Realizza borse per case reali e grandi star (tra i clienti ci sono griffe come Chanel o Manolo Blahnik), ha 23 dipendenti più un buon numero di freelance, «ora voglio urlare ai milanesi che esisto» scherza. Si definisce un «non profeta in patria» anche Davide Riva, titolari di «Riva 1921» a Cantù («siamo alla quarta generazione»), azienda specializzata nella produzione di arredi di legno in massello, «usiamo solo materiale di riuso, abbiamo appena fornito un tavolo da 240 mq per la Biennale di Venezia e il tavolo simbolo di Expo 2015 a firma Michele De Lucchi è stato realizzato con legno della Nuova Zelanda di 48mila anni fa». Ora è tra i pezzi forti del Museo del legno aperto nello showroom di «Riva 1921» con 5mila macchine e utensili. É rimasto a Como invece l'altare in rovere donato per la visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1994. «Per gli italiani siamo invisibili, l'85% del nostro prodotto va all'estero» si lamenta anche Davide Riva. É (anche) per rispondere a questa protesta-appello che il Comune organizza sabato 29 settembre la prima edizione di «Manifatture aperte», una giornata di visite guidate, workshop, laboratori e incontri alla scoperta di 70 luoghi dell'area metropolitana in cui nascono gli oggetti del made in Italy ricercati in tutto il mondo. «Vogliamo incentivare il ritorno della Manifattura leggera in città - spiega l'assessore al Lavoro Cristina Tajani con il presidente dell'advisory board Manifattura Milano Stefano Micelli e lo scientific Chairman of World manifacturing forum che si terrà negli stessi giorni a Cernobbio, Marco Taisch -. É possibile rigenerare aree dismesse e creare buona occupazione per i giovani, possono trasformare la loro creatività in progetti e oggetti grazie all'uso delle tecnologie 4.0». Il programma completo è sul sito www.manifattura.milano.it. Si possono seguire sette percorsi tematici (fabbricazione digitale, fabbriche del design, botteghe d'arte, officine di passioni, dove si impara la manifattura, donne e manifattura o manifattura e inclusione) o scegliere tra i vari indirizzi. Per gli appassionati di auto d'epoca a Cormano c'è il laboratorio «Lopane», esperto nel restauro di fuoriserie (il modello più richiesto è la Touring superleggera Alfa Romeo). A Villa Busca Serbelloni, in zona Lambrate, c'è invece «Noah Guitars», la fabbrica che ha creato chitarre in alluminio anche per idoli del rock come Lou Reed e Ben Harper.

ChiCa

Commenti

Commenta anche tu