La Borsa fumerà il Toscano: ok dei soci alla quotazione

15 Settembre Set 2018 15 settembre 2018

Il cda ha deciso: sigari in Piazza Affari entro l'anno Valore sui 400 milioni. Sarà la maggiore ipo del 2018

Sofia Fraschini

Semaforo verde all'Ipo di Manifatture Sigaro Toscano. Giovedì il consiglio di amministrazione dello storico gruppo del fumo d'autore ha approvato l'operazione che porterà a Piazza Affari un simbolo del made in Italy. Lo sbarco, atteso da qualche mese, rappresenterà la più importante tra le quotazioni del 2018 e avverrà nel bicentenario dell'azienda, tornata in mani italiane nel 2006. Presieduta da Luca Cordero di Montezemolo, uno dei soci del gruppo con il 14,3%, è controllata dai Maccaferri (gruppo Seci) con oltre il 50%, e annovera tra i soci una serie di imprenditori noti come Piero Gnudi con il 14,3%; il vicepresidente Aurelio Regina e Francesco Valli, entrambi con il 10,2%; e il tributarista Matteo Tamburini con lo 0,7 per cento.

Il processo di quotazione sarà gestito in qualità di Joint Global Coordinator da Credit Suisse e da Unicredit. Mentre Banca Akros e Bper saranno sponsor dell'operazione. Non è stato ufficializzato, ma l'operazione dovrebbe avvenire tramite la vendita (Opv) del 30-35% del capitale sociale. Con un incasso per i soci che, su una valutazione di poco superiore ai 400 milioni (12 volte i margini), sarà nell'ordine dei 140 milioni. Nello specifico, per il presidente Montezemolo la quotazione porterà una plusvalenza di una ventina di milioni, che si aggiungeranno ai già lauti guadagni arrivati dalla recente cessione delle quote di Italo.

Numeri alla mano, la società di Lucca a breve si presenterà alla piazza milanese forte di numeri in grande spolvero: i sigari toscani hanno chiuso il 2017 con 210 milioni di sigari venduti, un fatturato in crescita a 102,1 milioni, un ebitda di 32,8 milioni e un utile netto di 17,6 milioni. Valori che sono ulteriormente migliorati nel primo semestre del 2018: il fatturato è cresciuto del 3,4%; l'ebitda del 4% e l'export del 10 per cento.

Al di là dei conti, che tornano tutti, quello che si appresta a entrare nel mercato quotato è prima di tutto un simbolo della storia italiana:

Pietro Mascagni lo fumava anche quando, seduto al pianoforte, componeva la sua musica immortale. Mario Soldati - scrittore, giornalista, regista, sceneggiatore scomparso 15 anni fa ne era un grande estimatore. Il mezzo toscano fra le dita si è visto spesso anche in politica (da Pier Ferdinando Casini a Umberto Bossi, fino a Fausto Bertinotti) e nel mondo del calcio con Marcello Lippi, ex ct della Nazionale campione del mondo, spesso ritratto immerso in una nuvola di fumo. Negli ultimi anni il sigaro, considerato all'inizio il fumo dei poveri, ha trovato nuovi estimatori: piace il fatto a mano, che simboleggia l'artigianalità del made in Italy anche in questo settore. E nel tempo sono nati perfino vari club dedicati al sigaro toscano, dove i fumatori si ritrovano per degustarlo.

La quotazione sarà dunque un evento finanziario, ma anche di stile e l'attesa degli analisti è positiva: «Sarà un'operazione in discesa anche se saranno molto importanti i tempi, ora il mercato sembra più stabile ed è il caso di approfittarne» spiega un analista finanziario ricordando che l'Ipo era attesa già per quest'estate, ma che la situazione politica ha suggerito prudenza ai soci.

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