Comune, il «Pirellino» in vendita Obiettivo la Cittadella degli uffici

16 Settembre Set 2018 16 settembre 2018

Sì di Tasca al Regolamento per gestire gli immobili di pregio

A distanza di 5 anni si torna (quasi) al punto d'inizio. Già nel 2013 Il Comune provò a liberarsi dello stabile piano di amianto in via Pirelli 39, più noto come il «Pirellino». La giunta Pisapia lanciò un bando per reperire sul mercato un immobile a uso uffici comunali da acquisire in permuta con l'edificio di via Pirelli che richiedeva 60 milioni di costi per la bonifica. L'unica offerta, avanzata dalla società Hines Italia che ha realizzato il complesso di Porta Nuova, fu giudicata inammissibile (proponeva uno stabile di superficie inferiore alla richiesta e un'area con diritti edificatori). L'ex vicesindaco Ada Lucia De Cesaris sottolineò stizzita che «si resta sempre stupiti dalla mancanza di rispetto di certi operatori che avanzano consapevolmente proposte fuori contesto e non accettabili per l'amministrazione». Il Comune trasferì i 900 dipendenti in un palazzo in via Bernina (pagando un affitto di qualche milione all'anno), cominciò lentamente dei lavori ma l'unica mossa di rilievo è stata la copertura dell'edificio in posizione strategica con impalcature per incassare dalla pubblicità. Ora il piano per liberarsi del «Pirellino» torna in consiglio comunale, affogato nel Documento unico di programmazione economica (Dup) in discussione in aula. Si prevede «la cessione del palazzo di via Pirelli 39 tramite vendita diretta, conferimento a Fondo immobiliare o mediante valorizzazione» per realizzare il nuovo Federal Building, un edificio pubblico che riunisca gli uffici pubblici e accorpi i servizi ai cittadini. L'assessore al Demanio Roberto Tasca lavora da mesi al piano per dismettere sedi in centro e creare la «cittadella» degli uffici allo scalo Farini o Romana. Nel pacchetto entrerebbe anche il palazzo del Welfare in largo Treves e ha ribadito giorni fa che «al terzo e quarto piano di via Larga non ci sono più le condizione idonee per lavorare bene, anche se la sede dell'Anagrafe non è oggetto di dismissione ma può essere valorizzata in altro modo». Il punto chiaro è che «il saldo netto per il Comune deve essere zero, ci deve essere compensazione tra ciò che vendiamo e costruiamo. A brevissimo decideremo se c'è la fattibilità tecnica e la volontà politica». Sul «Pirellino» il capogruppo di Fi Fabrizio De Pasquale rimarca che «si sono persi anni di tempo e affitti per una scelta sbagliata dell'ex giunta Pisapia, ora si venda all'asta senza favori agli immobiliaristi». In aula ha insistito su un Regolamento per gestire i beni storici e di pregio, a partire dalla Galleria. «Sono favorevole, ci sto lavorando» ha garantito Tasca.

ChiCa

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