L'auditorium San Fedele celebra i «sacerdoti» della musica elettronica

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29 Settembre Set 2018 29 settembre 2018

Al via lunedì la prestigiosa rassegna che dura fino a maggio. Aprono i big Basinski-Tricoli

Luca Pavanel

Fino a qualche giorno fa all'ora del tè, per il primo concerto della quinta stagione di musica elettronica «Inner_ Spaces-identità sonore» del San Fedele di Milano, era rimasto soltanto un posto su cinquecento. Al popolo che segue questo genere i nomi in cartellone dicono molto: in apertura l'italiano Valerio Tricoli e di seguito l'americano William Basinski, un arrivo molto atteso. Con questi personaggi e la loro musica (sperimentale) l'appuntamento è per lunedì alle ore 21 presso l'Auditorium di via Hoepli 3/a, dopo l'intervista delle 19 che verrà fatta all'ospite d'onore straniero.

Tra le altre novità, sempre al centro religioso, l'apertura di un nuovo fronte, quello della formazione. Presto infatti partiranno un ciclo di lezioni sull'«acusmatica» (musica elettronica creata per essere ascoltata con altoparlanti, ndr) a cura di Giovanni Cospito e a seguire sei incontri di «Field recording e Soundscape Composition» con l'Università degli Studi.

Un passo indietro per vedere meglio questo mondo musicale tra presente e futuro. «Inner_Spaces» (2018-2019) è una rassegna di brani innovativi e arti audiovisive realizzata anche grazie ai curatori di Plunge in un teatro che vanta uno dei pochissimi e più potenti diffusori al mondo, l'Acusmonium. Uno strumento il più delle volte governato dal gran sacerdote della regia, lo stesso Cospito. Quest'anno 13 date, fino al 7 maggio. Sorprendente per certi versi che un cartellone così sia spuntato da un ente ecclesiastico e non in ambienti di giovani smanettoni. All'origine di tutto c'è padre Antonio Pileggi, gesuita con solidi studi musicali e un passato di compositore e pianista contemporaneo.

Da anni la sua programmazione è seguita da una «comunità» assidua di appassionati di elettronica che a mano a mano si sta ampliando. Per loro, pure stavolta, le sorprese non mancheranno: 8 opere in prima assoluta, autori quali Barbieri, Lippok e Optical Machines per dirne tre. Il primo ottobre Basinski appunto, considerato maestro indiscusso della «tape music» (musica per nastro) e dell'ambient contemporanea, autore di una serie di album che l'hanno reso noto a mezzo pianeta - «The Disintegration Loops» - ottenuti mettendo in decadimento materiale precedentemente registrato dal compositore.

Dal maestro ecco «On Out of Time», la prima italiana di un'opera che si ispira al fenomeno astrofisico delle onde gravitazionali.

Nella prima parte del «live» invece lo specialista della manipolazione analogica sulla scia dei pionieri del Novecento, il palermitano Tricoli. L'autore presenterà improvvisazioni concepite utilizzando, come materiale di partenza, i nastri delle improvvisazioni del compositore Giacinto Scelsi (1905-1988). Un lavoro che mette in relazione, fa dialogare la musica d'avanguardia e le «pratiche» della contemporaneità. Un esperimento, dunque, che parla anche al pubblico della classica più avanzata, per certi versi più «tradizionale».

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