Il violentatore della pensionata? Romeno già in cella per stupro

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1 Ottobre Ott 2018 01 ottobre 2018

Nel 2009 abusò di una donna a Genova. Estradato, è tornato in Italia dopo la scarcerazione. E l'ha rifatto

Milano - Gli investigatori della squadra mobile di Mantova, diretti da Laura Patrizi, lo hanno fermato dietro input dei colleghi milanesi sabato mattina, in piena campagna, a Quistello, paese di circa 5.500 abitanti della Bassa Mantovana a poco più di 200 chilometri da Milano, in una villetta dove vive una delle due numerose famiglie di romeni residenti nella piccola località. Imparentati tra loro, questi connazionali si frequentano spesso anche perché sono tutti Testimoni di Geova e si ritrovano a pregare insieme. Sergiu Valerian Iepure, 42 anni, si era nascosto lì. Sapeva di essere tra amici e probabilmente con il tempo avrebbe finito per dare una mano all'attività di famiglia: vendere auto usate. L'uomo aveva abbandonato Milano in tutta fretta lunedì scorso dopo che, tre giorni prima, venerdì 21 settembre, aveva assalito e rapinato in pieno giorno una donna italiana di 70 anni nella periferia Nord della città tra Affori e la Bovisasca, finendo per violentarla. Da quel giorno la squadra mobile lo cercava ovunque e lo ha rintracciato in provincia di Mantova anche grazie alla «scia» lasciata dal telefonino che era nella borsetta scippata alla sua vittima. Davanti alla polizia che lo controllava a casa dei parenti l'uomo non ha opposto resistenza, quindi ha seguito gli investigatori che, forti anche di diverse prove biologiche, lo accusano ora di rapina aggravata e violenza sessuale. Un reato gravissimo quest'ultimo. Che per uno come lui, un recidivo particolarmente violento (l'uomo però non risulta avere nessuna implicazione con gli altri tre stupri avvenuti tra luglio e settembre in città e ancora senza un colpevole) significherebbe davvero scontare molti anni di carcere.

Secondo la ricostruzione degli investigatori della Mobile di Milano, diretti da Lorenzo Bucossi, il romeno era uscito dal carcere, in Romania, da poco meno di un paio di mesi e si trovava a Milano da appena tre settimane. Senza fissa dimora, l'uomo aveva trovato riparo tra un dormitorio e l'altro.

Nell'agosto del 2009 Iepure era stato arrestato a Genova e condannato a 10 anni di carcere per sequestro di persona, violenza sessuale, lesioni gravi e rapina. La polizia lo accusava infatti di aver sequestrato, picchiato, violentato e rapinato una ragazza sudamericana che allora aveva 31 anni, la receptionist di un alberghetto nei dintorni della stazione ferroviaria Principe nel quale lui aveva preso una stanza. Quella sera Iepure aveva contattato la giovane donna con varie scuse: pretendeva bibite, servizi in camera non previsti dall'hotel. Terminato il servizio la receptionist se n'era andata per raggiungere il fidanzato che era venuto a prenderla, ma accortasi di aver dimenticato una borsa era rientrata nell'hotel. Lì il romeno l'aveva attirata nella sua stanza dicendole che non funzionava l'acqua calda nella doccia e una volta all'interno l'aveva stordita con un pugno al volto, colpita alla nuca, derubata di poche decine di euro, quindi l'aveva stuprata ed era fuggito dalla finestra (fratturandosi mani, caviglie e piedi) quando il fidanzato della ragazza, agitato per la sua lunga assenza, era entrato prima nell'albergo, poi aveva fatto irruzione nella stanza. Nel 2012 l'uomo era stato estradato in Romania per scontare lì il resto della pena.

Il vicepremier Matteo Salvini ieri sui social ha definito il romeno arrestato «schifoso». «Uscito dal carcere, ha pensato bene di tornare subito in Italia - ha aggiunto il ministro dell'Interno - Posto che questo soggetto dovrebbe essere subito restituito alle patrie galere (e questa volta suggerisco di buttare la chiave), confermo l'opportunità della castrazione chimica farmacologica per curare questi infami: altri Paesi la sperimentano da anni, perché in Italia no?».

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