Mozart torna alla Scala: "La finta giardiniera" tesse intrighi a lieto fine

Mozart torna alla Scala: La finta giardiniera tesse intrighi a lieto fine
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7 Ottobre Ott 2018 07 ottobre 2018

Dopo mezzo secolo l'opera conquista il palco Il debutto domani sera poi repliche fino al 29

«Le arie di Sandrina», «Geme la tortorella», «Dove son! Che m'avvenne!». Non c'è niente da fare: Amadeus è sempre Amadeus. Quel che toccava diventava musica geniale, meravigliose note con le ali, un Re Mida - Mozart - pure da giovane: a soli 19 anni il compositore unto dal Signore, che aveva già alle spalle un bel catalogo, vergò La finta giardiniera, dramma buffo con un libretto attribuito a Giuseppe Pretrosellini commissionato dal principe elettore di Baviera Massimiliano III, valente virtuoso e suonatore di viola. Musica e sangue blu. Una trama di inganni, amori non corrisposti, travestimenti, equivoci nel buio di un boschetto, con un bel lieto fine. A dire il vero sulle prime questo lavoro non fu accolto bene dal pubblico. «La prima volta fu a Monaco di Baviera nel 1775 - racconta il soprintendente scaligero Alexader Pereira -. Un giorno mi piacerebbe ascoltare la versione che venne musicata da Pasquale Anfossi». Ma su quella mozartiana, dopo il debutto, il letterato e compositore Christian Friedrich Daniel Schubart scrisse sulla rivista Deutsche Chronik: «Amadeus diventerà senza dubbio uno dei più grandi compositori che siano mai esistiti». Già, proprio così. Ora l'opera buffa, «che a Milano è stata eseguita quasi cinquant'anni or sono alla Piccola Scala», continua Pereira, con Zoltán Peskó e la regia di Filippo Crivelli - approda nella grande sala storica: debutto domani (con repliche l'11, 16, 20, 23, 26 e 29 ottobre), direzione d'orchestra affidata alla bacchetta di Diego Fasolis - riconosciuto come uno degli interpreti di riferimento per la musica storicamente informata tra rigore stilistico e virtuosismo - e la regia di Frederic Wake-Walker, che afferma riguardo a una storia che parla della riconciliazione di due innamorati: «In questa vicenda un po' tutti i personaggi sono finti, hanno qualcosa da nascondere, forse la meno finta è proprio lei, la giardiniera. Toglieremo le maschere a tutti per far mostrare loro i veri volti».

Mani assai esperte per un titolo che, se confrontato ad altri dello stesso Amadeus, era uscito un po' dall'orizzonte e che grazie alla politica scaligera dell'era Pereira-Chailly di valorizzare altri capolavori, viene ripreso e rilanciato e tra l'altro, in modo particolare sotto alcuni aspetti. In primis l'arruolamento di alcune delle migliori voci della nuova generazione di cantanti mozartiani - sulle scena il tenore croato Kresimir Spicer (Podestà), il soprano Hanna-Elisabeth Muller (Sandrina), il baritono Mattia Olivieri e il soprano Giulia Semenzato (Serpetta), gli ultimi due presenti alla presentazione al Piermarini. E ancora.

Per l'esecuzione sono stati scelti strumenti originali da parte della compagine barocca, «costola» dell'Orchestra principale del Piermarini. «La fequenza del diapason è stata leggermente abbassata - spiega il direttore Fasolis - per via di alcuni strumenti dell'epoca». Piccole ripercussioni per i cantati, «ma cose da poco» hanno confermato le voci in sala.

Dulcis in fundo, la rappresentazione verrà «immortalata» da Rai Cultura che trasmetterà in diretta-differita su Rai5 giovedì 11 alle 21,15 e per la prima volta la ripresa sarà realizzata in 8K, una tecnologia che offre una definizione più alta.

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