Caro Sala, per una volta ricordi Gorla e i martiri

11 Ottobre Ott 2018 11 giorni fa

Caro sindaco, come ogni anno anche per il 2018 la comunità di Gorla e Precotto (e non solo) si raccoglierà il 20 ottobre in piazza Piccoli Martiri nel luogo dove perirono 184 alunni e 14 maestri durante il bombardamento del 1944, chiedendo che il sacrificio dei martiri non sia stato vano, ma sia monito per allontanare lo spettro di altre tragedie belliche. Il monumento ai Piccoli martiri fu eretto nel 1947 sul terreno comunale dove sorgeva la scuola e avrebbe dovuto essere utilizzato per costruirvi un cinema. Nell'ambito di un incontro collettivo e dopo molte insistenze, poiché non si riusciva ad ottenere il terreno, in quanto volevano effettivamente costruire un cinema, prese la parola un padre di famiglia i cui figli furono coinvolti nel bombardamento e disse: «Ma la vita dei nostri figli vale dunque così poco?».

A questo punto il sindaco, socialista Antonio Greppi, commosso, allargò le braccia e rispose: «Sono padre anch'io... fate del terreno quello che volete». Questa è la storia che costruisce la memoria. I genitori, compatti, si adoperarono in mille modi per procurarsi i fondi necessari per avviare i lavori. I padri cominciarono la pietosa opera di scavare fra le macerie della scuola e a togliere ad uno ad uno i mattoni. Ogni mattone, se era in buono stato, valeva due lire, se era rovinato una lira soltanto. Ma il ricavato della vendita era troppo scarso. Così vennero in aiuto le Acciaierie Falck che offrirono il ferro necessario e la Rinascente, che per la sua sede distrutta dalla guerra, avanzò del marmo di Candoglia necessario per la realizzazione dei loculi. Ecco perché la memoria è tutto, ed è compito nostro tenere vivo il ricordo e fare di tutto perchè non sbiadisca nel tempo. Facendomi, dunque, idealmente portavoce della comunità, consideriamo la Sua presenza alla commemorazione del 20 ottobre come momento importantissimo ed essenziale: il sindaco di Milano che simbolicamente abbraccia la sua comunità. Noi la aspettiamo sindaco, perché come diceva Goethe dove vien meno l'interesse, vien meno anche la memoria e noi abbiamo il dovere di impedire che (la memoria) venga considerata solo come una sorta di «intelligenza degli idioti».

*Vicepresidente

e assessore alla Cultura

del Municipio 2

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