Il Siviglia con gli scarti di A fa meglio di Barça e Real

Il Siviglia con gli scarti di A fa meglio di Barça e Real
11 Ottobre Ott 2018 11 giorni fa

Nel club andaluso che guida la Liga spagnola sei le vecchie conoscenze del nostro campionato

«Il modello scozzese è tramontato», scrive la stampa spagnola per raccontare le gesta del Siviglia capolista, a sorpresa, della Liga. Il dualismo Real Madrid-Barcellona, che somiglia tanto a quello tra Rangers e Celtic di Glasgow, potrebbe infatti essere spezzato dal Siviglia, capolista del torneo. Se si escludono i successi di Deportivo La Coruña (2000), Valencia (2002 e 2004) e Atletico Madrid (1996 e 2014), la Liga si tinge di colori blancos e azulgrana fin dal lontano 1985. Potrebbe essere il carneade Pablo Machín a generare una sorta di canone inverso del pallone iberico. Machin, 43 anni, ha lavorato per 13 anni come assistente nel Numancia, prima di realizzare il miracolo sulla panchina del Girona, condotto lo scorso anno a un punto dall'Europa League. «Sono un allievo di Antonio Conte anche se lui non mi conosce - racconta - ho passato mesi a guardare i video della sua Italia agli Europei e delle gare del Chelsea. Conte è uno stratega dal volto umano, riesce a mutare gli schemi a seconda delle esigenze e a motivare i giocatori».

Il Siviglia clona un tecnico di casa nostra, ma soprattutto si affida in campo a sei ex italiani, tutti titolari nelle alchimie dell'allenatore. Giocatori scartati dalla Serie A, ma rigenerati dalle parti del Sanchez Pizjuàn. La più clamorosa trasformazione riguarda l'attaccante portoghese André Silva, più croce che delizia nel Milan di Gattuso, ma capace di mettere a segno fino a ora 7 gol in campionato, compresa la doppietta rifilata al Real Madrid. In difesa l'ex di Palermo e Roma Kjaer comanda il reparto senza più quegli slanci atletici che spesso alle nostre latitudini si trasformavano in cartellini gialli e rossi. In mezzo al campo Banega (Inter) comanda le operazioni, affidandosi alla corsa di Muriel (Lecce, Udinese, Samp) e Gonalons (Roma) e agli inserimenti di Franco Vazquez (ex Palermo e per di più ex oriundo azzurro). In attacco André Silva gode della totale collaborazione del francese di origini tunisine Wissam Ben Yedder, autore di 5 reti e di 14 assist, ormai pronto per la nazionale di Deschamps, e probabilmente erede naturale di Benzema.

«L'intesa con André è stata immediata - spiega il numero nove - è come se avessimo sempre giocato insieme. Lui sa dove trovarmi in area e viceversa». Al resto ci pensa forse l'acquisto più azzeccato della formazione andalusa, il portiere ceco Tomas Vaclik, pescato in estate dal Basilea per rimpiazzare Rico, sedotto dalle sterline del Fulham. «Sul mio profilo Instagram c'erano foto che mi ritraevano mentre leggevo alcuni libri - spiega - qualche maligno ha pensato che fossi un intellettuale e non un calciatore. Cultura e sport si coniugano bene invece, al resto preferisco far parlare i risultati», che lo collocano nella Top 3 con Oblak dell'Atletico e Ter Stegen del Barcellona.

Sulle sponde del Guadalquivir ci si chiede quanto potrà durare questo momento pirotecnico. Machín getta acqua sul fuoco dell'entusiasmo, ma ammette: «È un campionato anomalo, tutte le squadre sono raccolte in appena 11 punti. Potrebbe vincere chi ha più continuità, non necessariamente chi ha i fuoriclasse».

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