Migranti, l'arcivescovo tuona sui governi europei: "Egoismo"

Migranti, l'arcivescovo tuona sui governi europei: Egoismo
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11 Ottobre Ott 2018 11 ottobre 2018

L'arcivescovo di Rabat ha parlato di "egoismo" in relazione all'atteggiamento promosso da alcuni governi europei. Sarebbe una tendenza "inequivocabile" e riscontrabile nelle politiche di chiusura nei confronti dei migranti

L'arcivescovo di Rabat ha parlato di "indignazione" e "tristezza" in relazione ad alcune "scelte" operate sui migranti dai governi del Vecchio Continente.

Il Sinodo dei vescovi sui giovani si sta interrogando con sempre maggiore frequenza sull'immigrazione e sulla gestione dei fenomeni migratori. La Chiesa cattolica continua a insistere sulla necessità e sulla bontà di accogliere. Ma il tema, oltre che in Vaticano, tiene banco anche in Africa, dove gli episcopati del Nord si sono da poco riuniti per il tradizionale consesso annuale.

Cristobal Lopez Romero, questo il nome del presule della capitale del Marocco, ha sintetizzato quanto emerso dall'incontro attraverso un'intervista rilasciata a Vatican Insider. Le parole più decise sono state riservate alle modalità tramite cui gli esecutivi europei stanno facendo fronte al problema. Per monsignor Romero si sta diffondendo un'evidente "attitudine all'egoismo" : "... sappiamo che in Europa - ha scandito l'arcivescovo -, tra coloro che vigorosamente si oppongono alla presenza dei migranti, vi sono anche persone che vanno ogni domenica a messa. È triste che molti fedeli non riescano a vedere il volto di Cristo in questi fratelli sofferenti". Esisterebbe, insomma, anche una certa inclinazione all'incoerenza. Una disposizione accertabile anche tra coloro che si dichiarano cattolici.

Ma Romero ha dichiarato pure di conoscere bene la difficoltà relative alla ricerca di una soluzione equilibrata: "Sia chiaro - ha continuato - : so bene che le migrazioni sono un fenomeno complesso e difficile da gestire: non esiste una soluzione facile. Un’accoglienza ordinata, una integrazione riuscita non si improvvisano, richiedono molto impegno. D’altra parte chiudere il cuore, cedere all’insofferenza o all’astio, non è la strada giusta: il Vangelo - ha chiosato - ci chiede di tenere il cuore largo".

L'argomentazione dell'arcivescovo è quella ripetuta, specie dalla trascorsa estate a oggi, da molti ecclesiastici: un atteggiamento di chiusura nei confronti delle persone che migrano stride con l'annuncio del Nuovo Testamento. Poi, l'alto prelato, ha ricordato quanto queste tematiche siano considerate decisive da Papa Francesco: "Qualunque essere umano, specie se si trova in difficoltà, dovrebbe poter trovare in noi cristiani uno sguardo amico, un sorriso benevolo, una mano tesa".

Alcuni consacrati appartenenti alla Chiesa africana, in delle circostanze, hanno espresso preoccupazione per il pericolo comportato da un possibile "svuotamento" del loro continente. L'arcivescovo di Rabat, pur denunciando il "mancato rispetto dei diritti umani" cui sono sottoposti, loro malgrado, tanti migranti, sembra essere di tutt'altro avviso.

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